Vibo, nuovo DPCM e ristoranti chiusi alle 18. "Ci tagliano completamente le gambe" (VIDEO)
L'ultimo DPCM obbliga alla chiusura bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie alle ore 18:00. I suddetti locali possono lavorare a pranzo con servizio al tavolo, ma dalle 18 in poi solo in modalità d'asporto o con consegna a domicilio.
Un provvedimento che sta preoccupando, e non poco, la categoria. Il grido d'allarme è stato lanciato e domani alle 11.30, in 24 piazze di tutta Italia, gli imprenditori dei pubblici esercizi si danno appuntamento per far sentire la propria voce, in maniera pacifica e nel pieno rispetto delle regole, per ribadire l’enorme valore economico, sociale ed antropologico delle proprie attività e chiarire una volta per tutte che non esiste connessione alcuna tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche che attribuiscono piuttosto ad altri fattori, tra cui mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro, le cause di contagio.
La situazione a Vibo. C'è chi ha deciso di chiudere, almeno fino al 24 novembre, chi ha deciso di andare avanti e iniziare a pensare ad una tipologia di orari provando a ricollocare la propria offerta attraverso il pranzo. Ma non è assolutamente semplice per quei locali come pub, lounge e cocktail bar, pizzerie abituati a lavorare dalle 19 in poi fino a tarda notte.
Difficile lavorare anche a pranzo dove buona parte della clientela abituale dei locali (scuole, uffici) lavora in smart-working o comunque non frequenta i locali come prima. E la conseguenza inevitabile è che si possano perdere posti di lavoro e che tanti addetti non possano più essere nelle condizioni di esercitare la propria mansione
Un momento difficile, un momento che certamente non aiuta questa categoria che anche a Vibo partecipa in maniera sensibile alla crescita economica del territorio.
"La speranza di tutti è che la situazione migliori dal punto di vista sanitario e che ci siano sostegni concreti, veloci ed efficaci nei confronti di una categoria che sta subendo dei colpi fortissimi. Speriamo di poter lavorare a Natale". E' quanto afferma, ad esempio, Filippo La Scala, proprietario del Tribeca Bistrot che ha deciso di chiudere.
"Ci tagliano completamente le gambe - afferma Alessandro Aversano, presidente provinciale FIPE e proprietario dell'enoteca-ristorante Fabbrica - ed è una battuta d'arresto che ci creerà non pochi problemi. Continuiamo a lavorare a pranzo e crediamo ancora nei vibonesi effettuando il servizio d'asporto e la consegna a domicilio gratuito la sera".
Nel video che abbiamo realizzato, ecco anche le interviste effettuate nei locali Filippo's e Hops Live.
(f. i.).
