Approderà in Cassazione il prossimo due ottobre il processo che vede imputati il boss Bruno Emanuele (difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo, Giancarlo Pittelli, Vincenzo Galeota) e Vincenzo Bartone (difeso dagli avv. Francesco Lojacono, Gianni Russano, Salvatore Staiano), già condannati all'ergastolo in Appello, per il duplice omicidio dei fratelli Giuseppe e Vincenzo Loielo. Nello scorso mese di febbraio ad entrambi la Corte d'assise d'appello di Catanzaro aveva inflitto il carcere a vita, a conferma del verdetto di primo grado del giugno 2016.

Nei primi due gradi di giudizio, Emanuele Bruno e Vincenzo Bartone sono stati così ritenuti responsabili, anche dalla Corte di Assise di appello, dell’omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, trucidati a colpi di fucile cal. 12 nelle campagne di Gerocarne il 22 aprile 2002. Il duplice omicidio, ritenuto dai giudici premeditato, rientra nelle dinamiche criminali della sanguinosa faida delle preserre vibonesi, che vedeva contrapposti il clan Emanuele alla famiglia Loielo. L’omicidio dei due fratelli Loielo è stato ritenuto aggravato dall’essere commesso con metodo mafioso ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa di riferimento, riconducibile al gruppo degli Emanuele, associazione di stampo mafioso denominata “locale dell’Ariola” ed operante nei comuni di Gerocarne, Ariola, Sorianello, Soriano Calabro, Vazzano, Pizzoni, Arena, Dasà ed Acquaro.

Scenario criminale. A capo dell’associazione mafiosa è ritenuto Antonio Altamura, capo locale; la consorteria sarebbe costituita da una pluralità di cosche, con potere militare, ciascuna diretta da un capo cosca operante su una specifica porzione di territorio; abbiamo dunque la cosca “Maiolo”, poi sostituita dalla cosca “Loielo” contro la quale venne ingaggiata una vera e propria faida ultraventennale. La cosca venne poi appoggiata dagli Emanuele, che a loro volta si impossessarono dei territori controllati dai Loielo. Altre cosche erano costituite dai Gallace e dagli Altamura.

Parti civili. Nel processo si sono costituiti parti civili i Comuni di Vazzano, Pizzoni, Dasà, Sorianello, Arena, Gerocarne, Acquaro, Soriano Calabro, che hanno ottenuto il risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede.