'Ndrangheta, la denuncia dei coniugi Grasso: "Sotto protezione abbiamo subito di tutto" (AUDIO)
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[audio mp3="https://www.zoom24.it/wp-content/uploads/2021/03/Audio-coniugi-grasso-online-audio-converter.com_.mp3"][/audio]I coniugi Giuseppe Grasso e Francesca Franzè, testimoni di giustizia dal 2005, denunciano ai microfoni di Zoom24 di essere stati abbandonati e messi in pericolo dallo Stato. A partire da come sono stati trattati sotto protezione: "Io mi domando: siamo buoni a venire nei processi, a sostenere le dichiarazioni di pentiti, a fare prendere delle belle medaglie ai magistrati, cosa dobbiamo fare di più? Mi hanno messo nel servizio di protezione - afferma Francesca Franzè - e mi hanno tenuto 22 giorni sotto sequestro in una cascina dove c'era amianto, mi sono ammalata di due malattie gravi perchè dovevo capire che alcuni nomi non dovevo farli".
Località protette tra prostitute e problemi di salute.
I coniugi affermano di aver mandato numerose pec, anche ai pm Nicola Gratteri e Annamaria Frustaci, in cui la stessa Francesca Franzè ha denunciato "tutto quello che ho subito sotto protezione: mi hanno privato della salute, non mi hanno mandato a curarmi, mi hanno messo in una casa di appuntamenti". Una casa di appuntamenti? "Gli ho portato registrazioni che dimostrano che, dove stavo, c'era un'altra sola porta abitata da una prostituta. La sera andavano gli uomini a trovarla, e io sono dovuta stare lì mesi e mesi". Non mancando di denunciare, con coraggio, anche alcune truffe con i soldi destinati al servizio di protezione: "Ho dovuto anche pagare le utenze, non è vero che ti pagano tutto, loro pagano solo la mensilità di affitto. Per la quale, tra l'altro, fanno così: una casa costa 500 euro? Dicono 2500 e poi si dividono i soldi". Aggiungendo che "mi prendo la responsabilità di quello che sto dicendo".
Al "sicuro"... dove li conoscevano tutti.
Ma non si tratta delle uniche volte. In un altro caso "ci hanno messo in una bella casa, ma eravamo in un posto dove c'erano persone di Briatico e Tropea: ci conoscevano tutti". Con un inevitabile pericolo, quindi, per la loro incolumità. Anche considerando il fatto che "nell'operazione 'Costa pulita' sono stata infiltrata al Comune di Briatico, ho visto tutti gli imbrogli che c'erano" (denunciando anche che "avevo fatto i nomi di alcuni personaggi di Briatico che non sono mai stati presi"). La prima volta che sono andati in una località protetta, invece, "ci portarono in un posto dove c'era un personaggio legato a una persona di Limbadi di cui non posso dire il nome, il genero, e stava a 10 metri da casa mia".
I contrasti con la Prefettura.
A ciò si aggiunge un ulteriore problema con la Prefettura di Vibo che, affermano, "in alcune situazioni sta dichiarando cose non vere". "Dapprima mi ha detto - spiega Francesca Franzè - che per alcuni appartamenti non c'era la prova che fossero miei, quando questi personaggi sono stati arrestati proprio per questo. La seconda botta è stata con 'Black money': praticamente a me era stata disposta una provvisionale di risarcimento. La Prefettura di Vibo mi scrive che vogliono gli assegni che ho consegnato a Giovanni Mancuso, cosa che non potevo fare perchè tutte le prove erano in mano alla Dda. La dottoressa Marisa Manzini in persona gli ha risposto che si devono attenere ai capi di imputazione e si dice favorevole a farmi dare questa provvisionale, ma loro fino a oggi non hanno fatto niente, anzi si sono sempre scontrati con i coniugi Grasso". "Sono arrivati a dirmi - conclude - che se anche avessero sbagliato loro sono coperti da assicurazione".
