Artigiano vibonese nella morsa degli usurai: "Attendo giustizia da 16 anni"
"Ho ancora fiducia nella giustizia e sono sicuro che si avrà un verdetto giusto perché dopo 16 anni lo merito. Nel corso degli anni ho affrontato numerose difficoltà, soprattutto quando, nel 2018, mi era stato revocato il servizio di protezione, poiché secondo l’allora viceministro all’Interno, Vito Crimi, erano terminati i miei impegni processuali. Vivere sotto scorta non è facile perché molte cose non le puoi fare ma rifarei ancora quelle denunce". E' quanto dichiarato dall'artigiano di Rombiolo, in provincia di Vibo Valentia, Michele Tramontana proco prima dell'ennesima udienza, al tribunale di Vibo Valentia, di un processo infinito, ancora fermo al primo grado. Tramontana denunciò i suoi strozzini che gli stavano rendendo la vita impossibile. Quattro le persone finite sotto inchiesta.
Poi aggiunge: "Tranne i miei avvocati, gli uomini della scorta, Libera, la Cna e qualche amico, il resto della cosiddetta società civile sono scomparse. Hanno abbandonato al proprio destino un uomo che aveva denunciato, che aveva fatto ciò che lo Stato indica di fare quando si trova nel gioco della criminalità. Ecco perché qualche anno fa mi ero sfogato".
