Si tratta di due funzionari dell'Asp di Cosenza e di tre responsabili della progettazione e dell'esecuzione dei lavori su un'area sismica e a vincolo paesaggistico

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, coadiuvati dai colleghi della Compagnia carabinieri di Paola (CS), hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Paola su richiesta del sostituto procuratore Valeria Grieco, coordinata dal procuratore capo Pierpaolo Bruni.

Il sequestro. In particolare, è stato sequestrato un impianto a concentrazione solare per la generazione di energia termica ed elettrica asservente l’ospedale civile di Cetraro “G. Iannelli”, costituito da 66 parabole di grandi dimensioni, fissate su piastre di ancoraggio; due grandi serbatoi, comunemente denominati torri evaporative, con i relativi assorbitori, i quali erano parte integrante dell’impianto; due locali posti al piano terra dell’ospedale; una centrale termofrigorifera, dotata di componenti idraulici e serbatoi convertitori di energia per la produzione di acqua calda e acqua fredda; il tutto installato su una superficie complessiva di 3000 mq circa.

Assenza di autorizzazioni. Gli accertamenti esperiti, sin dalla fine di giugno scorso, avvalendosi anche della competenza di funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, hanno permesso di appurare che l’area, presso la quale l'impianto è stato costruito, risulta ubicata all’interno del vincolo paesaggistico. Pertanto per eseguire l’intervento edilizio era necessario ottenere preventivamente l’autorizzazione paesaggistica. Inoltre, l’area presso la quale l'impianto è stato costruito risulta ubicata all’interno di zona sismica classificata 2. Era quindi necessario ottemperare alla richiesta di autorizzazione sismica.

Denunce. Alla luce di quanto constatato in sede di sopralluogo e dei successivi accertamenti, venivano deferite in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Paola, cinque persone, di cui due funzionari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, committente dei lavori e tre responsabili della progettazione e dell’esecuzione dei lavori, ritenute responsabili a vario titolo di reati relativi alla normativa paesaggistica e sulla regolamentazione edilizia.