La storia di Gaetano, ferito nel Vibonese dove la crudeltà non ha limiti: ma ci sono anche gli "angeli"
La denuncia del Movimento animalista che è sceso in campo ed è pronto ad andare avanti: basta a questa barbarie
Storie di crudeltà e amore che si intrecciano. Portano ad un unico indirizzo a Francica, un piccolo paese della provincia di Vibo Valentia, dove è stata commessa l’ennesima grave barbarie a danno di un piccolo randagio. In soccorso di Gaetano – così l’ha chiamato il suo “angelo” – è andato però l’agronomo Francesco Maccarone, ovvero la persona che l’ha soccorso e che lo sta curando.
Il ferimento. Il povero randagio, infatti, è stato colpito alla zampa posteriore destra con un’arma da fuoco, presumibilmente un fucile. La zampa presentava tre fori di entrata all’esterno ed un unico grande foro di uscita all’interno. Il veterinario, responsabile del servizio Asp, dott. Filippo Laria, ha dovuto mettere venticinque punti di sutura per chiudere le ferite.
Il movimento. Venerdì 19 gennaio, appena venute a conoscenza del terribile episodio l’avvocato Betrò, nella qualità di delegata provinciale del Movimento Animalista, si è immediatamente recata sul posto, insieme a Rosita Giordano (vice delegata provinciale del Movimento), per conoscere Gaetano e la meravigliosa famiglia di Francesco Maccarone, che si sta prendendo cura di lui con tanto amore e dedizione ed ha sporto denuncia ai carabinieri.
Gli altri casi. Va precisato che, sempre a Francica, questo rappresenta il terzo caso grave che ci troviamo ad affrontare. Ricordiamo il cagnolino Ciccio, trovato con muso e zampe legate e gettato in mezzo ai rifiuti; la cagnolina Tecla, malata di rogna e malmenata. Questa violenza nei confronti degli animali non accenna a diminuire e, anzi, in quest’ultimo anno il Movimento Animalista ha riscontrato – spiegano - “un generale e spaventoso aumento degli episodi di crudeltà e barbarie sugli animali. A titolo d'esempio, si cita l’episodio mostruoso di cui è stato vittima lo sfortunato Billy, seviziato ed ucciso l’estate scorsa da ignoti. Altro caso ancora quello del cane Birillo che, a San Costantino, sempre nel vibonese, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco... Fino ad oggi, nessuno ha mai pagato per queste nefandezze. Nonostante sia ormai noto che i violenti contro gli animali sono socialmente pericolosi, in un territorio martoriato come quello della provincia di Vibo Valentia, nessuno vede e nessuno parla, nessuno si preoccupa di mettere ai margini persone così crudeli o di denunciare fatti così scabrosi... in fin dei conti, le vittime sono semplicemente ‘cani’!”. Da qui, la decisione del Movimento Animalista di scendere in campo, ritenendo necessario sensibilizzare “in maniera incessante e decisa, sia l’opinione pubblica che le Istituzioni contro episodi di violenza e di inciviltà ed in generale al rispetto dell’ambiente e degli animali”.
Il Vibonese. Una terra di "confine" che si divide tra i pochi malvagi, che continuano a fare del male agli animali. Ma dove vive anche tanta gente perbene che rispetta gli animali e se ne prende cura. Tanti volontari, tante storie di amore e attenzione. Ma restano quanti alla crudeltà si affidano. Le vere bestie che popolano questa terra.

