Il sindaco Maria Limardo chiama e la città risponde. Le associazioni Libera Vibo Valentia, Insieme per il Bene Comune e Condividiamo hanno infatti risposto all’appello – rivolto a tutti i cittadini - di formulare proposte e osservazioni per la “programmazione della Fase 2” e la relativa “ripartenza della Città”. Le tre associazioni hanno formulato un documento di dieci pagine contenti proposte che, nel “rispetto del principio del ‘finanziariamente sostenibile’ enunciato nel documento” redatto dall’Amministrazione, sono tutte pressoché a costo zero. Con un obiettivo ben chiaro in mente: "Partire da zero senza paura di innovare fin nel profondo il nostro consueto modo di fare”. In altre parole, “ripartire in modo nuovo”.

Promuovere il commercio locale. Le proposte per il rilancio dell'economia partono dalla constatazione che “ancora prima dell’emergenza era molto evidente la difficoltà del piccolo commercio”. Si propone quindi di “mettere in campo delle campagne di sensibilizzazione per sostenere e promuovere l’acquisto di beni e servizi presso gli esercizi commerciali cittadini a discapito degli acquisti online e, ove possibile, di quelli effettuati in altre città”.

Rischio usura. “Un problema che non dovrà essere sottovalutato – si legge nel documento - è l’elevato rischio di indebitamento delle aziende che potrebbero essere spinte a ricorrere a prestiti a tassi usurai. Per questo si ritiene opportuno proporre di mettere in atto le seguenti azioni: promozione e sostegno presso le associazioni di categoria della campagna, già attiva, ‘La libertà non ha pizzo'; uno o più provvedimenti che consentano l’aggiudicazione di contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture a favore di imprenditori che abbiano denunciato richieste estorsive e usuraie e pienamente collaborato con le autorità per l’individuazione e la condanna dei responsabili; supportare la creazione di associazioni antiracket tra imprenditori e rilanciare, con nuovo slancio e presupposti, lo sportello antiracket del comune di Vibo Valentia”.

Tutela del mare e dell'ambiente. Nel documento c’è anche spazio per la tutela dell’ambiente, muovendosi in tre direzioni. In primo luogo si chiede di garantire “una corretta depurazione delle acque”, in quanto “condizione necessaria per la salute del mare nonché per il rilancio del turismo”. Per far ciò occorre “una pianificazione trasparente, che attragga ogni anno finanziamenti europei mirati all’adeguamento dei depuratori sottodimensionati per il carico estivo e alla realizzazione di nuovi depuratori”. A ciò si aggiunge, per garantire la trasparenza di tale pianificazione, la proposta di “costituire un Osservatorio Tecnico permanente sulle progettazioni in materia di ambiente, costituito, oltre che dalla rappresentanza dei vari Comuni della Provincia, dai membri esperti di ogni associazione che si occupano di ambiente”. Infine si lancia l’idea di far diventare l’intera città “plastic free”: ”Il Comune potrebbe istituire delle premialità per gli esercenti che diventano plastic free, istituire un concorso per premiare le scuole che hanno prodotto meno plastica in città, conferire dei titoli onorifici alle persone e/o gruppi comunque costituiti che si sono distinti nel recupero di materiale plastico abbandonato”.

Attenzione agli ultimi. Dopo aver espresso apprezzamento per il fondo a sostegno degli inquilini morosi, che l'Amministrazione comunale ha deciso di attivare, si chiede di far si che ”tutte le realtà locali (Chiesa, mondo della produzione e del commercio, semplici cittadini)” convergano “tutte le proprie risorse destinate al recupero sociale in detto unico Fondo che dovrebbe a questo punto essere di gestione comune”. Con attenzione, inoltre, alla piaga del gioco d’azzardo, limitando e disciplinando l’uso delle slot machine. A ciò si aggiunge l’attenzione ai senza fissa dimora, ad esempio tramite la previsione di una via fittizia - come avviene in molte altre città - per consentire loro di ottenere la residenza e i diritti costituzionali a questa collegati.

Cultura e socialità. Tra le altre proposte spicca poi l'attenzione per la cultura. In questo ambito le tre associazioni vibonesi propongono di: dare "nuovo risalto al Consiglio comunale dei ragazzi”; di “inventarsi iniziative nuove come un titolo onorifico che, prendendo nome da un qualche elemento caratteristico della Città (a esempio 'Cavaliere del Cancello rosso o del Tiroassegno o del Conte d'Apice o ancora Commendatore della laminetta orfica'), possa diventare su base annua un'occasione per mettere in evidenza ciò che di bello e di significativo esiste nella nostra Comunità”; e la realizzazione, sempre con il rispetto puntuale del distanziamento sociale, di "ambienti idonei a facilitare lo studio e l’apprendimento degli studenti (classico doposcuola con in più possibilità di mettere a disposizione computer, stampanti, rete internet, tempo e voglia di aiutarsi reciprocamente)". Quest'ultima idea da realizzarsi "con una particolare attenzione alle esigenze delle famiglie nelle quali i genitori lavorano" e con "un'indispensabile interazione con le scuole". (a.s.)