Business sui migranti in Calabria: condanna definitiva per ex parroco (NOME)
Avrebbe consentito di drenare milioni di euro destinati all'accoglienza dei migranti per alimentare le casse della cosca

Si chiude con la conferma delle condanne uno dei processi simbolo contro gli interessi della 'ndrangheta nel sistema dell'accoglienza dei migranti. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi degli imputati dell'inchiesta "Jonny", rendendo definitive le sentenze emesse in appello e mettendo il sigillo giudiziario su un'indagine che aveva svelato il presunto controllo della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto sulla gestione del Centro di accoglienza Sant'Anna.
Diventa irrevocabile la condanna a otto anni di reclusione per associazione mafiosa nei confronti dell'ex parroco di Isola Capo Rizzuto, Edoardo Scordio, ritenuto figura centrale del sistema insieme a Leonardo Sacco, ex governatore della Misericordia che aveva definito la propria posizione con rito abbreviato. Definitiva anche la pena a due anni e sette mesi per l'ex consigliere comunale Pasquale Poerio. La Suprema Corte ha inoltre confermato le condanne a dieci e dodici anni di reclusione per l'ex agente della polizia penitenziaria Francesco Cantore e Domenico Poerio, ripristinando il verdetto di primo grado dopo l'assoluzione pronunciata nel primo processo d'appello.
L'operazione "Jonny", coordinata dalla Dda di Catanzaro nel 2017, aveva ricostruito un sistema che, secondo l'accusa, avrebbe consentito di drenare milioni di euro destinati all'accoglienza dei migranti per alimentare le casse della cosca Arena attraverso il controllo dei subappalti e dei servizi del Cara di Isola Capo Rizzuto.
