Infermiere morto carbonizzato nel Vibonese: confermate le assoluzioni
Nessun colpevole per la morte di Nicola Colloca, l'infermiere 49enne il cui corpo privo di vita è stato trovato carbonizzato nel settembre del 2010, nella pineta tra Pizzo e Maierato. Il processo di secondo grado, per come riporta "il Quotidiano del Sud" ha confermato quanto stabilito in prima istanza: non si è trattato di omicidio, bensì di suicidio. Pertanto, i giudici di Catanzaro hanno ribadito l'assoluzione per Caterina Gentile, di 52 anni, e del figlio Luciano Colloca (30), nei confronti dei quali la parte civile, in questo caso il solo padre di Colloca, aveva, come detto, impugnato la sentenza di primo grado ma solo ai fini del risarcimento civile.
L’indagine fu caratterizzata da una serie di lacune che non portarono in aula a stabilire il movente né a riconoscere nei filmati delle telecamere alcuno degli indagati né, ancora, ad individuare l’oggetto che sarebbe stato – secondo l’accusa – utilizzato per tramortire Colloca.
