Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari per Gianluca Nicolosi, indagato nell’ambito dell’operazione “Artemis”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

La decisione, maturata dopo l'udienza del 23 luglio 2025, segue l'annullamento con rinvio da parte della terza sezione penale della Corte di Cassazione, avvenuto l'11 marzo 2025, limitatamente alla valutazione delle esigenze cautelari. L'annullamento era stato disposto in accoglimento del ricorso presentato dalla difesa di Nicolosi, rappresentata dall'avvocato Massimiliano Carnovale. Nicolosi è indagato, con presunzione di innocenza garantita, per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e per plurimi episodi di presunta cessione di droga.

L'inchiesta “Artemis”, risalente a novembre 2024, ha riguardato presunte attività illecite nella zona del Lametino e dell’entroterra tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia (in particolare i comuni di Maida, Jacurso e Cortale), dove secondo gli inquirenti sarebbe stata operativa una struttura collegata alla cosca Cracolici. L'operazione ha portato all'arresto di 59 persone, con un totale di 86 indagati, per reati che vanno dal traffico di droga all'associazione di tipo mafioso.