Il coordinamento provinciale di Gioventù Identitaria riaccende i riflettori su un settore strategico per l’economia calabrese e vibonese, quello turistico. Diversi sono stati nei mesi scorsi gli interventi che si sono succeduti, specie a commento dei dati sull’andamento della stagione estiva appena conclusa, ma nessuno mai si è spinto ad effettuare in modo critico, un’analisi approfondita sul comparto in questione. Solo comprendendo a pieno le criticità, si possono evidenziare le potenzialità di un settore che in Calabria occupa migliaia di persone. "E’ doveroso - scrive in una nota Gioventù identitaria -  partire dai dati registrati nell’ultima stagione turistica, che sembrano esaltanti, ma in realtà non lo sono. Difatti, la nostra regione subisce un effetto traino dovuto alla popolarità di regioni come la Puglia - vera protagonista -la Sicilia e la città di Matera. La mancanza si sinergie tra attori politici e classe imprenditoriale ha segnato il passo, nonostante l’enorme pubblicità che la nostra regione ha avuto in ambito internazionale, impedendo perciò un effetto positivo omogeneo. Infatti la provincia di Cosenza ha intercettato il 34,7 % delle presenze, a discapito della tanto declamata Costa degli dei che segna un 27,1 %, ben 10 punti percentuali in meno, come emerge dai dati diffusi da Federalberghi Calabria. Ancora peggio se si guarda alla programmazione. Infatti emerge dai vari “Rapporti sul turismo” riferito all’anno 2015 che corrisponde all’insediamento di questa amministrazione regionale, in questo triennio nulla è cambiato in termini di legislazione regionale, incentivi alle imprese e promozione e marketing".

"Il fatto stesso che  - prosegue la nota - in una regione ad alta vocazione turistica manchi un assessore al ramo ,la dice lunga sulla reale volontà di sviluppo del settore da parte della politica regionale. Tutto questo ovviamente si traduce in termini negativi sull’occupazione che è vero nei mesi di giugno, luglio agosto raggiunge picchi straordinari, ma che a causa di diversi fattori, non riesce comunque a trovare una stabilità in termini di contrattuali, in quanto relegata solo ad un periodo stagionale con forme di contratto precarie o non sempre regolari. Tutto questo esasperato ancor di più dalle nuove norme del Jobs Act che riducono l’indennità di disoccupazione ai lavoratori stagionali, ben 300 mila nel settore turistico. Perciò riteniamo che sia necessario, garantire una corretta applicazione dei contratti a tempo determinato da un lato e dall’altro impegnarsi affinché la stagione turistica duri il più possibile attraverso una seria programmazione di “Destagionalizzazione” del settore. Ovvio è che alla base del nostro settore turistico, ci sia il patrimonio naturale e culturale che va salvaguardato e promosso con azioni serie e concrete. Invece la Calabria è la regione italiana maggiormente colpita da due tra i fenomeni naturali più devastanti, vale a dire il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera. Anche qui però dobbiamo sottolineare con immenso rammarico che nè l’istituzione regionale, nè il governo centrale, hanno promosso azioni affinché si mitigasse l’impressionante serie di eventi verificatasi nella nostra regione. Sull’erosione ad esempio l’evento non viene contrastato attraverso interventi di prevenzione, ma come nel recente caso di Tropea, si tende a intervenire successivamente il verificarsi dei fatti e con delle misure che quasi mai risultano nè sufficienti nè adeguate a porvi rimedio. Altra problematica atavica è la depurazione che in Calabria, come da rapporto di Goletta Verde, si trova all’anno zero".

"Ed ancora il problema della viabilità che ha spinto il presidente della provincia di Vibo Valentia a minacciare la chiusura delle strade a rischio per salvaguardare l’incolumità pubblica. Solo dopo questa minaccia è riuscito ad ottenere qualche risorsa, di certo non sufficiente a far fronte allo stato reale dei luoghi. Ancora peggio se apriamo il capitolo beni culturali e archeologica. Nel solco tracciato dallo spirito sovranista, la nostra azione è costantemente rivolta alla crescita e valorizzazione delle diverse realtà del territorio
calabrese perciò proponiamo o interventi seri e azioni concrete volti a risolvere i problemi atavici del territorio. I soldi per l’erosione e la depurazione ci sono, manca la volontà politica di utilizzarli, perché cessata l’emergenza, cessa il bisogno e viene meno pertanto l’arma più importante nelle mani di chi detiene il potere e che costringe molti amministratori ad elemosinare ciò che invece gli spetterebbe di diritto. In secondo luogo attenzione particolare va rivolta ai trasporti in generale. Noi ci limitiamo a proporre semplici interventi attuabili nell’immediato. Prima di tutto mettere mano alla legislazione regionale vigente in tema di agevolazione sui trasporti per l’incentivazione dei flussi turisti, nonché sulla normativa che regola il funzionamento della consulta dei calabresi all’estero. Sulla crocieristica il nodo fondamentale è l’adeguamento dei porti calabresi al transito delle navi da crociera che rappresentano in tutta Italia un volano fondamentale di sviluppo economico per il territorio adiacente alle strutture portuali. In particolare, stringere accordi con i grandi gruppi, per assicurare servizi turistici ad ogni scalo, comprendenti itinerari, degustazioni e commercializzazione di prodotti locali.