"Pugliese-Ciaccio", il tavolo Adduce vuole l'integrazione, ma il percorso resta impervio
Da Roma arriva l'invito a proseguire nel processo di fusione. Ma intanto giunge dal Tar una nuova doccia fredda sul budget ai laboratori.
Notizie contraddittorie. Una gran confusione nel gioco delle parti che prosegue sulla pelle dei cittadini e soprattutto degli ammalati. Burocrazie che senza fortune provano ad incrociare i destini di due ospedali. L'integrazione tra il "Pugliese-Ciaccio" e il "Mater domini" alla fine si farà. Ieri sera da Roma, questo è stato l'invito arrivato dal tavolo "Adduce" che ha sottoscritto il percorso fin qui seguito dalla struttura commissariale invitandola ad andare avanti. "Non si può non fare" sarebbe stato rilevato dagli esperti. Scura e soci avranno verosimilmente il via libera anche dai ministeri dell'Economia e della Salute. Il commissario ha proposto, nella fattispecie, di mantenere 64 unità operative, in ossequio all'accordo sottoscritto con l'università. Ma il percorso che consentirà di arrivare all'azienda unica "Renato Dulbecco" è ancora irto di insidie: entro il 15 gennaio bisognerà predisporre il Programma operativo 2016-2018 da trasmettere a Roma perchè assuma la forma di un accordo Stato-Regione. Nel frattempo la struttura del commissario trasmetterà gli atti alla Regione per l'approvazione in Consiglio delle relative norme concernenti l'integrazione. Palazzo Campanella dovrà deliberare entro tre mesi trascorsi i quali sarebbe il Governo ad attivare i poteri sostitutivi per il superamento di eventuali ostacoli. Nel frattempo Scura interagirà con l'Università per favorire una reale integrazione. Intanto, le tensioni non si allentano. Ieri il Tar ha bloccato il decreto 85 sui budget ai laboratori in vista dell'accorpamento del Pugliese al Mater domini.
