Il quindicenne ha dimostrato collaborazione e le richieste del legale sono state tutte accolte

Voleva dare una lezione al padre per i maltrattamenti subiti da lui e dalla madre. L'intento non era quello di ammazzarlo. Ma quei colpi si andarono a conficcare contro il portone della palazzina di viale Affaccio nella quale risiedeva. Così finì in carcere il 15enne R.P., di Vibo Valentia. Tra le accuse contestategli quella di tentato omicidio.

Ma a seguito dell'istanza di messa in prova presentata dal suo legale, l'avvocato Costantino Casuscelli, aveva richiesto, nelle settimane successive, che fosse messo in prova. Dal gip era arrivato parere favorevole ed il giovane era stato trasferito in una comunità di recupero, pur essendo ancora agli arresti domiciliari. Nel frattempo, il ragazzo ha dimostrato di collaborare alle attività, ottenendo solo relazioni positive. 

Così è stata richiesta la sua completa scarcerazione, sulla quale ha concordato la Procura dei minori. Richiesta accolta dal Tribunale. Il giovane è dunque libero sebbene debba trascorrere due anni nella comunità di recupero. Non si esclude che se tutto procederà per il verso giusto otterrà la cancellazione del reato.