Tropea, un ammanco di oltre 800mila euro dai conti del Comune
L'indagine ha tratto origine da un esposto presentato alla Corte dei conti e alla Procura dall'ex commissario prefettizio dell'Ente e dall'ex segretario generale
Una cifra di circa 883mila euro sarebbe stata trasferita dal conto corrente del Comune ad altre coordinate bancarie. Un ammanco in relazione al quale anche ad alcuni dipendenti comunali è stato notificato "l'invito a dedurre". La vicenda, riportata dalla Gazzetta del sud nell'edizione odierna, relativa al Comune di Tropea è stata oggetto di indagini condotte dalla Procura di Vibo Valentia e da una Procura della Corte dei conti, entrambe supportate dall'operato della Guardia di finanza, che ha eseguito controlli a ritroso dal 2013 al 2006. Alla base dell'inchiesta vi sarebbe la presunta riscossione illecita di somme di denaro. Sotto la "lente di ingrandimento" degli inquirenti, la figura di Rocco Cannatà, un ex dipendente della filiale della banca Carime del luogo, tesoreria dell'Ente, il quale - secondo quanto riporta la Gazzetta - avrebbe dichiarato di essere stato vittima di minacce ricevute con ripercussioni per i suoi familiari. Nessun politico dell'attuale o delle precedenti amministrazioni è coinvolto, al contrario il Comune è ritenuto parte lesa.
Le origini. L'indagine ha tratto origine da un esposto presentato alla Corte dei conti e alla Procura dall'ex commissario prefettizio dell'Ente costiero Anna Aurora Colosimo e dall'ex segretario generale Francesca Massara. Nello stesso sarebbero state evidenziate diverse irregolarità. La banca ha già provveduto a versare al Comune circa 300mila euro.
