Covid, Paravati "zona rossa": il virus e i giorni della grande prova
Giorni difficili per Mileto e, in particolare, per Paravati, il paese dell’anima dove è nata e vissuta la Serva di Dio Natuzza Evolo. Il Covid19 da questa parti sta spadroneggiando nelle vie e nelle case con la spavalderia tipica del delirio maligno e la noncuranza dei cinici. Un attacco frontale, identico a quello subito in questi ultimi quindici mesi infernali da città e paesi di ogni dove. Che dire in questo momento? Per la comunità segnata dallo smarrimento e della preoccupazione - come lo è stato per tante altre realtà - è l’ora della grande prova. Ma la storia e la saggezza genuina dei nostri avi ci insegnano che è dai momenti bui che si rinasce, si riparte, si ricostruisce, ci si ingegna, ci si ritrova e ci si rinnova con più forza, con più ardore e con più letizia; che è dalle grandi prove che riparte l’incontro lieto e felice; che è dal dolore che si fortifica l’uomo di ogni tempo e di ogni condizione.
Da qui la necessità in questo momento di essere positivi e di lasciarsi guidare dal rispetto delle norme basilari per evitare che il contagio si espanda ulteriormente. In primis il distanziamento sociale. Una bruttissima frase che in futuro, ne siamo consapevoli, andrà messa in archivio e chiusa ermeticamente a chiave, ma regola oggi assolutamente necessaria per uscire dal tunnel.
Tutto questo nell’attesa che i viali, le vie, le viuzze e le piazze di questo paese di collina - circondato da uliveti secolari parlanti e baciato dalla grazia del mistero di Dio - ritornino, una volta passata la bufera, ad essere popolo. Popolo in festa con le sue emozioni, i suoi fiati, la sua bella gioventù, le sue musiche, le sue scorribande felici e i suoi infiniti olè, olè.
Tutto questo nell’attesa che la Villa della Gioia - dove il visitatore viene accolto dal Cristo vestito di bianco (“Vi spettavo. Nel mio cuore c’è posto per tutti”) e dal Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime - ritorni ad essere moltitudine di gente, lunghe file di fedeli, stendardi di luce, sfavillio di colori e preghiera incessante dei tanti cercatori di Dio. Tutto questo nell’’attesa che il sagrato accogliente, ricco di memoria e di volti di ieri e di oggi, della chiesa della Madonna degli Angeli - protettrice della comunità - ritorni ad essere sudore, processione, canto infinito e campane a festa.Tutto questo nell’attesa che tutto finisca presto. Noi siamo fiduciosi. Letizia e speranza siano, dunque, ancora una volta le compagne del nostro cammino. Il cielo di Paravati farà il resto.
