L’associazione ANGSA Calabria, Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo Calabria, chiede chiarimenti in merito alla programmazione prevista dal piano vaccinale anti Covid 19 della regione Calabria, rilevando la totale assenza della previsione, in tempi brevi, della vaccinazione Covid per le persone con disabilità, a prescindere dalla gravità della condizione.
"Dal piano si può intuire, infatti, solo la categorizzazione della disabilità quando associata a patologie - afferma l'associazione - questa nuova impostazione contraddice e annulla le indicazioni rassicuranti del commissario Arcuri che il 7 Gennaio 2021 aveva sottolineato come il piano vaccinale predisposto dal ministero della salute prevedesse la vaccinazione per le persone con disabilità, assistenti personali, familiari e loro caregiver a partire dal mese di febbraio 2021, insieme alla seconda categoria degli over 80. Le richieste di sottoporre a vaccinazione prioritariamente le persone con disabilità e morbosità gravi espresse dalle associazioni nell’ultimo periodo, sono state recepite e condivise già nel nostro territorio regionale dall’Asp di Reggio Calabria con protocollo del 2 febbraio 2021. L’attuale programmazione getta nuovamente le famiglie nello sconforto."

L'associazione sottolinea le peculiarità dell'autismo. "Si intende richiamare l’attenzione sulle peculiarità dell’Autismo, disabilità determinata da un disturbo del neuro sviluppo, condizione con la quale le persone vivono per l’intero arco della loro esistenza e che le rende vulnerabili a causa di presenza di varie patologie in comorbilità. Le famiglie, si trovano da sole a dover proteggere i loro congiunti con autismo dal contagio Covid senza poter avere la certezza della vaccinazione, protezione che si traduce con un isolamento indispensabile per ragazzi e adulti che non riescono ad indossare la mascherina, ad esempio e, nei casi di grave ritardo mentale associato, non riescono ad avere comportamenti adeguati in osservanza delle misure anti covid vigenti."

Le richieste. "Si attende dalle autorità sanitarie regionali e provinciali della regione , un chiarimento ed una necessaria revisione della programmazione della vaccinazione. Si richiede un protocollo specifico per l’autismo per la fase della somministrazione dei vaccini, per tutte le fasi di accertamento e diagnosi del covid 19, nel caso di ricoveri ospedalieri e sempre alla presenza di un familiare o caregiver di riferimento. Si chiede, altresì, che i distretti sanitari territorialmente competenti, possano programmare la somministrazione di tamponi e vaccini a domicilio per i casi di autismo che lo richiedano, in osservanza del principio della tutela della salute e la salvaguardia dei soggetti deboli. Considerato, infine, che la persona con disabilità grave non ha una vita autonoma e non può essere mai lasciato da sola, è essenziale vaccinare contestualmente il familiare o caregiver che se ne occupa costantemente.