'Ndrangheta nel Vibonese, il pentito racconta la cena con un ex consigliere regionale (NOMI)
Dai verbali emergono nuove rivelazioni del pentito Onofrio Barbieri, riportate oggi su "il Quotidiano del Sud". Nel 2006, Onofrio Barbieri incontrò la sua futura moglie, una donna separata, nonostante il disappunto della sua famiglia e delle regole della 'ndrangheta, che vietavano relazioni con donne già sposate. Come racconta Barbieri: “Il fatto che lei fosse già sposata, ma ormai separata, non era ben visto nella mia famiglia, che si opponeva alla nostra frequentazione, in particolare mia madre.” Nonostante le difficoltà, i due si sposarono nel 2013.
Nel frattempo, Barbieri rivelò dettagli sugli affari della cosca, come l'alleanza con i D’Amico e i Piscopisani, e la collaborazione con Rosario Battaglia, durante la sua latitanza: “Ricordo anche che in una occasione abbiamo aiutato Rosario Battaglia con una latitanza, ospitandolo da noi in una casa a Pizzo”.
Durante la detenzione, Barbieri cercò più volte di farsi liberare fingendosi malato. “Iniziammo a fingerci malati in carcere per uscire. Io però non ci sono riuscito contrariamente a loro due, i quali facevano credere di essere affetti da depressione”. Tuttavia, nel 2007, ricevette un pizzino da Domenico Bonavota, che gli indicava la possibilità di uscire grazie all'intervento di un dottore di Lamezia Terme: “Nel 2007, Domenico Bonavota mi mandò un pizzino, tramite una guardia, con il quale mi indicava che Tonino Davoli aveva avvicinato, per conto della cosca, un dottore di Lamezia Terme per farmi uscire dal carcere, cosa che poi avvenne veramente”.
Barbieri racconta anche di un incontro con un ex consigliere regionale di Vibo, che partecipò a cene con la cosca in un ristorante di Sant'Onofrio. “Il cancello del ristorante era sempre aperto e, anche quando l'esercizio era chiuso al pubblico, noi potevamo sempre entrare perché era a nostra disposizione”.
Infine, Barbieri parlò dei legami con Rocco Anello, boss di Filadelfia, e delle agevolazioni ottenute per soggiornare in villaggi turistici grazie a questi contatti: “In più circostanze mio fratello Giuseppe si era rivolto ad Anello per soggiornare in questi villaggi; gli appartenenti al nostro gruppo avevano infatti, in virtù di questi rapporti, la possibilità di stare lì a prezzi scontati o anche gratis”.
