'Ndrangheta: beni restituiti agli eredi di un imprenditore (NOMI)
La difesa sottolinea come la sentenza riaffermi i diritti dei ricorrenti, imprenditori e non mafiosi

La Suprema Corte di Cassazione, Sesta Sezione Penale, ha accolto il ricorso dei legali Guido Contestabile e Francesco Giovinazzo, annullando il decreto della Corte d’Appello di Reggio Calabria sulle misure di prevenzione patrimoniali a carico degli eredi di Teodoro Mazzaferro, defunto imprenditore della Piana di Gioia Tauro ritenuto legato alla cosca ‘ndranghetista locale nell’ambito dell’operazione “Provvidenza”. La Cassazione ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio davanti alla stessa Corte d’Appello.
La confisca originaria riguardava un patrimonio multimilionario tra società immobiliari, aziende agricole, 155 immobili, conti correnti e polizze assicurative. La difesa aveva contestato l’irrazionalità del provvedimento nei confronti di un soggetto morto e incensurato, la violazione del diritto di difesa e del principio di proporzionalità, nonché l’inversione illegittima dell’onere della prova.
“Non è possibile confiscare beni a chi mafioso non è mai stato, ma solo un imprenditore capace”, dichiarano Contestabile e Giovinazzo. Il procedimento riprenderà in Appello per rivalutare la vicenda patrimoniale.
