Nesci (Noi con l'Italia) si scaglia contro il sindaco di Vibo
«Leggere e comprendere il senso letterale di ciò che ho scritto in ordine alle somme date dalla Regione Calabria al Comune di Vibo Valentia per effettuare degli interventi sui depuratori, evidentemente, non è una capacità che appartiene a chiunque. La sottoscritta, infatti, non ha mai affermato che il Comune di Vibo Valentia abbia perso un finanziamento relativo ai depuratori, ma ha semplicemente sostenuto che, alla luce del documento fatto vedere dal governatore Occhiuto in suo un video, verosimilmente, i lavori di cui ai citati fondi assegnati non sarebbero stati aggiudicati. Ed a tal uopo, peraltro, la scrivente ha invitato il Sindaco a chiarire se, come e quando avesse speso detti fondi od a dire cosa le avesse eventualmente impedito di impiegarli».
È quanto dichiarato da Maria Rosaria Nesci, referente di "Noi con l'Italia", rispondendo a quanto affermato dal sindaco Maria Limardo durante una trasmissione andata in onda stamane su Radio Onda Verde.
«Sostenere, quindi, in una trasmissione radio, che la scrivente (perché nessun altro mi pare abbia fatto cenno alla questione di che trattasi) abbia affermato che il Comune di Vibo Valentia avesse perso un finanziamento sui depuratori, pertanto, non può che essere frutto di una colposa, se non addirittura dolosa, erronea interpretazione del chiaro senso letterale di quanto, invece, scritto. - ha asserito - Più precisamente, è colposa l’erronea interpretazione se si assume che il lettore non abbia la capacità di ben comprendere il senso letterale di un testo e, quindi, imprudentemente si avventuri in una interpretazione tutta sua, ma la stessa è dolosa se, invece, artatamente si confezioni un’intervista perché il risultato finale sia quello di riferire, così com’è accaduto nel corso dell’intervista alla quale faccio riferimento, vale a dire quella rilasciata dal Sindaco nella mattinata odierna a Radio Onda Verde, che il Comune non abbia perso finanziamenti e che quindi chi ha sostenuto il contrario venga sbugiardato».
«Ebbene, caro Sindaco, nell’una o nell’altra ipotesi, le Sue dichiarazioni relative al fatto che solo ieri si siano aperte le buste per l’aggiudicazione di tali lavori, non fanno altro che confermare interamente quanto sostenuto dalla scrivente in ordine ai fondi de quibus. Al 22 luglio 2023, infatti, il lavori per i quali la Regione ha dato i fondi al Comune di Vibo Valentia non sono stati aggiudicati.
E, per di più, conoscendo perfettamente la normativa sugli appalti, molto serenamente, mi è possibile affermare che, a tal fine, passeranno ancora diversi giorni. Ed in tutto ciò, Lei ha già emesso una precedente ordinanza con divieto di balneazione, il mare di Bivona e Vibo Marina in molti tratti è perennemente sporco e maleodorante ed addirittura in un’occasione la fogna è sversata in mare portando con sé finanche un topo. Quali siano le ripercussioni sulla salute pubblica non credo debba essere la scrivente a dirglielo!», ha continuato Nesci.
«Tanto dovuto, per concludere, visto il Suo tentativo di impartire una lezione morale allorquando sostiene che “chi rappresenta la classe dirigente della città debba tenere comportamenti volti a rasserenare i cittadini e debba mantenere comportamenti da emulare che possano indirizzare verso una serenità collettiva e sentimenti di civismo, e non mettere, invece, fango nel ventilatore ed indirizzarlo verso il Sindaco”, mi sia permesso di ricordarLe che forse dovrebbe piuttosto fare un mea culpa e non addossare continuamente ad altri colpe e responsabilità che sono e restano esclusivamente Sue sul fallimento politico-amministrativo», ha continuato la referente di Noi con l'Italia.
«La sottoscritta, d’altra parte, non ha infangato nessuno ed anzi, proprio le Sue stesse affermazioni dimostrano la fondatezza dei legittimi interrogativi della scrivente sull’aggiudicazione dei lavori sui depuratori. E così, come vede, il fango che Lei ha, invece, tentato di gettarmi addosso sotto il profilo fattuale oltre che morale, benché si sia augurata pubblicamente che tornasse verso di me, non mi dispiace dirLe che, invero, essendosi Lei infangata da sola, lo stesso Le resta addosso», ha concluso Maria Rosaria Nesci.
