Oggi cercheremo di capire cosa si intende quando si parla di bookmaker e come si è evoluta l’industria delle scommesse nel tempo. Come è possibile immaginare, tutto è iniziato in Inghilterra, patria delle scommesse per eccellenza. Infatti, è impossibile fare un elenco bookmaker inglesi, dal momento che la lista è lunghissima. Ma cos’è un bookmaker? Come agisce? Come crea le quote?

Prima di rispondere a queste domande, è doveroso soffermarsi un attimo sul gioco responsabile. Il gioco d’azzardo è un tema spinoso, e va affrontato con cognizione di causa e con prudenza. Arrivare alla ludopatia è sempre possibile, se si attuano comportamenti compulsivi. Questa patologia nuoce lo scommettitore e chi gli sta intorno.

Bookmaker, la spiegazione


Tipicamente, un bookmaker è un’azienda con licenza di offrire possibilità di scommessa in un mercato. Questa autorizzazione è data dagli enti regolatori territoriali. In Italia è l’Agenzia Dogane e Monopoli a rilasciarla. Per poter avere questa licenza l’azienda deve dimostrare di essere trasparente, affidabile, sicura e solida economicamente.

In ogni azienda che offre possibilità di scommessa, un team di esperti statistici segue il processo di formazione delle quote. Questi team effettuano complessi calcoli statistici. Poi assegnano un valore percentuale alla possibilità che un determinato evento si realizzi.

In questo modo la quota per un singolo evento è pronta. Ma attenzione, quest’ultima può sempre cambiare, perché non dipende solo dalle statistiche. Infatti, ad esempio la quota per la vittoria di una squadra può alzarsi (ossia, diventa meno probabile che questa vinca), se durante la settimana si infortunano alcuni suoi giocatori chiave.

Le quote possono poi modificarsi a seguito dei flussi di giocate. Se gli scommettitori decidono che una quota è molto vantaggiosa (ossia, è elevata per un evento probabile), la prenderanno d’assalto. A questo punto, il bookmaker può modificarla per controbilanciare l’azione dei giocatori. L’operatore fa così per non doversi poi trovare a pagare troppe vincite di importi imprevisti.

Sistemi diversi in paesi diversi


Infine, c’è da dire che le quote possono essere espresse in maniera diversa, a seconda del mercato di riferimento. In Italia usiamo il sistema decimale, ovvero ad esempio 1,33. Nel mondo anglosassone si usano quelle frazionali, ossia 3/9. Alcuni scommettitori, invece, possono trovarsi a proprio agio, andando a vedere le probabilità implicite, relative ad una quota.

Un’altra impostazione proveniente dagli Stati Uniti, invece, è la cosiddetta "moneyline". In questo caso, si mostra quanto si vincerebbe se si puntasse (di solito) 100€. Una quota di -120 significa che se si puntassero 100€ su quella quota, se ne vincerebbero 180, i 100 puntati più 80€ di profitto. In particolare, il segno meno davanti al 120 significa che la squadra a cui viene assegnato quel numero è favorita. Una quota di +150 significa invece che se si puntassero 100€ se ne vincerebbero 250€. Però, è importante ricordare che tutti i diversi metodi di esporre le quote sono concordi tra loro. Per cui è solo l’abitudine del giocatore a contare, in questo caso.

Per concludere, di nuovo, si invita a giocare con responsabilità. Comportamenti compulsivi possono condurre alla ludopatia, una patologia che danneggia il giocatore e i suoi cari.