"Soggiorni vacanza in cambio di favori in Regione", tre rinvii a giudizio
Tre rinvii a giudizio e un altro all'abbreviato. E' quanto deciso dal gup di Catanzaro nei confronti dei quattro imputati coinvolti nell'inchiesta denominata "E' Dovere" condotta dal Nucleo di polizia economica-finanziaria e coordinata dai sostituti procuratori Graziella Viscomii. Vanno a processo l'imprenditrice turistica vibonese Laura Miceli di Spilinga, il componente della commissione incaricata alla vigilanza dei "Piani di investimento produttivi" Antonio Tolomeo e la cosentina residente a Tropea Deborah Valente. Ha chiesto e ottenuto il rito alternativo Maria Gabriella Rizzo, dirigente regionale ed ex responsabile anticorruzione della Regione Calabria, che sarà giudicata con l'abbreviato fissato per il prossimo 8 aprile. A vario titolo, gli imputati (assistiti dagli avvocati Salvatore Staiano, Francesco Gambardella, Francesco De Luca, Luigi Sciumbata, Alessio Colistra e Anna Maria Grazia Sodano) devono rispondere corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
La Regione Calabria parte civile... ma non per tutti. Non proprio un dettaglio la strategia adottata dalla Regione Calabria che ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo per tre dei quattro imputati. La richiesta ha riguardato le posizioni di Laura Miceli, Deborah Valente e Antonio Tolomeo ma non quella dell'ex responsabile anticorruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo. A difendere la Regione Calabria è l'avvocato Danilo Iannello. Il processo per i tre imputati rinviati a giudizio inizierà davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro il prossimo 25 marzo.
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