'Ndrangheta, collaboratore di giustizia in aula: "Non sto bene" (NOME)
Durante un’udienza al tribunale di Paola, è intervenuto Adolfo Foggetti, collaboratore di giustizia e una volta figura di rilievo della criminalità organizzata cosentina, il quale ha espresso preoccupazione per la propria sicurezza. "Non sto bene e non sono tranquillo" – ha dichiarato Foggetti, ora sotto protezione e rappresentato dall’avvocato Michele Gigliotti.
Stamane, come riportato dal Corriere della Calabria, ha descritto una situazione di disagio legata al programma di protezione e al luogo in cui è stato collocato, sottolineando come le difficoltà nel sentirsi sicuro influiscano pesantemente sulla sua vita quotidiana: "Questa situazione mi crea molti problemi, ho difficoltà a vivere normalmente".
Foggetti, che ha scelto di collaborare con la giustizia nel 2014 per timore di essere ucciso dal boss Maurizio Rango, è stato in passato reggente del clan di Paola. Tra i suoi crimini figurano estorsioni, omicidio e occultamento di cadavere, nonché l’associazione mafiosa. Nel corso dell'udienza, ha testimoniato insieme a un altro collaboratore cosentino, Giuseppe Montemurro, nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta “Affari di Famiglia”. Con l’accordo delle parti, sono stati acquisiti i verbali di entrambe le testimonianze. Nella prossima udienza, il tribunale ascolterà le parti offese, proseguendo nell'analisi di una vicenda che svela i retroscena della criminalità nella zona del cosentino.
