Gratteri: "Mediocri e faccendieri in politica. Il potere non vuole essere controllato"
Il procuratore della Repubblica e capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro è stato intervistato questa sera nel corso della trasmissione Di Martedì, condotta da Giovanni Floris su La7. "Il 99 per cento dei magistrati in Italia sono persone oneste", ma "anche in magistratura ci sono mele marce" ha affermato il capo della Dda di Catanzaro che ha sottolineato: "Migliaia di calabresi stanno con me".
L'affondo. "Mediocri e faccendieri entrano in politica - ha esordito Gratteri - per gestire potere e non vogliono essere controllati". E ancora: "In certi posti la mafia si è sostituita alla politica e mette i propri candidati". Alla domanda sugli scarsi elogi ricevuti nel corso dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario a Catanzaro, ha replicato: "Vuol dire che stiamo lavorando bene". Subito dopo il procuratore ha spiegato che "far osservare i codici non significa essere manettaro", e che "più che la cultura manettara, credo che ci sia una presunzione di impunità da parte di chi gestisce il potere. Il potere non vuole essere controllato".
Processi infiniti. "Da mesi si discute di prescrizione e nessuno presenta un progetto con articolati di legge per velocizzare i processi. Ho proposto modifiche normative, le Camere penali d'Italia per il solo processo a distanza hanno fatto cinque giorni di sciopero. Avremmo risparmiato 70 milioni di euro l'anno, tenendo 10mila uomini nelle carceri anzichè costringerli a fare trasferimenti".
Magistrati che si sottraggono al giudizio. "Non sono iscritto a nessuna corrente della magistratura. Ogni settimana ricevo decine di persone, parlo con indagati e con pregiudicati. Io parlo con tutti. Stiamo facendo tante indagini non soltanto sui soliti noti. Nelle intercettazioni ambientali emergono spesso politici e quadri della pubblica amministrazione".
Arresti ingiustificati all'anno. Sono mille gli arresti ogni anno che poi non trovano adeguato riscontro nelle condanne. Numeri non eccessivi per Gratteri. "E' fisiologico -spiega -. Non c'è alcun problema".
Procuratori in Italia ed Usa. "Negli Usa i procuratori sono eletti. Stanno tre anni in procura per poi andare a lavorare nelle aziende private".
Anno giudiziario e critiche. Durissimo Gratteri sulle "mele marce" che tentano di "ostacolare" il suo lavoro: "Se parlano male significa che io ed i miei uomini stiamo lavorando bene".
Gratteri e la politica. Ritorna in primo piano la nomina di Gratteri a ministro della Giustizia sventata al tempo del governo Renzi da Napolitano. "Ho incontrato Renzi la sera prima che andasse da Napolitano. Me lo presentò Delrio. Abbiamo discusso due ore e mezza di giustizia. Era eccitato. Mi ha detto che avrei dovuto fare il ministro della Giustizia. Risposi che non avevo il carattere perchè io sono un decisionista. Mi diede carta bianca, mi disse che avrei potuto fare le riforme e cambiare tutti gli uomini che avrei voluto al ministero. Accettai. Andai a dormire e la mattina dopo scesi in Calabria. Nel pomeriggio, alle 15.45 mi richiamò Delrio, ripassandomi Renzi. Mi chiarì che ero nell'elenco dei sedici ministri. Diedi il mio assenso. Quando ho visto che la porta non si apriva pensai che stessero litigando per me. Poi mi chiamò Delrio e mi diede la notizia. Lui era dispiaciuto, io no". E infine con rammarico: "Avevamo parlato della geografia giudiziaria d'Italia. Ci sono magistrati che non fanno i magistrati. Tribunali che non si chiudono e tante altre cose da correggere".
