Non ci sarà alcuno scioglimento per infiltrazioni mafiose al Comune di Nicotera, attualmente guidato dall'amministrazione capeggiata dal sindaco Giuseppe Marasco. La decisione è stata assunta dal Ministro dell'Interno Piantedosi, lo scorso 23 maggio. Nel decreto si chiarisce che "all'esito di complessive attività di verifica, non sono compiutamente emersi nei confronti dell'amministrazione comunale, elementi concreti, univoci e rilevanti" in quella direzione. Nel centro del Tirreno vibonese, sciolto almeno tre volte in passato per le stesse ragioni,  la commissione d'accesso era arrivata il 3 ottobre 2023. E' una decisione per certi aspetti storica. Assai raramente un Comune,  nel quale fosse arrivata la triade nominata dal prefetto, per accertare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull'esecutivo, è riuscito ad uscirne indenne. L'unico caso relativamente recente che si possa ricordare, è quello di Serra San Bruno, nell'ormai lontano 2013. Si attende ora con attenzione,  l'esito delle valutazioni del Viminale, in relazione agli altri comuni nella medesima situazione: Mileto, Stefanaconi e Filadelfia. Sono stati già sciolti per mafia, Capistrano, Acquaro e Tropea. A Nicotera, peraltro, all'arrivo della Commissione d'accesso agli atti, il sindaco si era momentaneamente dimesso per poi decidere di ritornare in sella.