Scambi di favori tra politici e la cosca, dalle gare di appalto pilotate ai voti veicolati per favorire i nomi di quei candidati al Comune

di GABRIELLA PASSARIELLO

Appalti comunali pilotati, donazioni di immobili alla cosca in cambio del sostegno politico- elettorale. Emergono ulteriori dettagli nei verbali che il neo pentito Francesco Farao, figlio del boss Giuseppe rivela al procuratore capo Nicola Gratteri e al sostituto Domenico Guarascio. La Derico, che si occupava di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi, “era un’azienda controllata dalla consorteria e guadagnava gli appalti comunali, soprattutto nel territorio cirotano”. Sarebbe stato Vittorio Farao cugino del neo pentito a contattare direttamente gli amministratori locali per pilotarne le gare che gli enti via via avrebbero affidato in questo comparto. “So che Vittorio Farao fece ottenere l’appalto comunale di Cirò Marina alla Dereco intercedendo direttamente con l’allora sindaco Roberto Siciliani”. Il collaboratore di giustizia indica la famiglia Siciliani come persone storicamente legati alla cosca Farao, tra l’altro titolare di una grossa società immobiliare a Cirò, che avrebbe consentito alla famiglia Siciliani di donare molti di questi immobili a diversi componenti della cosca. “ Io so che i Siciliani hanno assegnato mobili a Cariati e a Spagnolo. La stessa “Universal Distribution” all’inizio era intestata alla famiglia Siciliani. Il panificio di Morrone, ad esempio quello che è stato recentemente confiscato è stato realizzato in un immobile di proprietà di Siciliani già esistente. Voglio dire che le assegnazioni di questi immobili, spesso mediate da terzi e non formalmente intestate, sono state realizzate dalla famiglia Siciliani in un’ottica di scambio con i componenti della cosca”. Assegnazioni che si sono tradotte in vere e proprie donazioni, comunque mai pagate dai componenti della cosca in base al valore reale di mercato.

Le case donate alla cosca in cambio del sostegno elettorale. Lo scambio, in base alle dichiarazioni del pentito, si è concretizzato in alcune competizioni elettorali, in cui la famiglia Siciliani è stata favorita dalla consorteria. Il collaboratore fa esplicito riferimento ala tornata elettorale in cui Roberto Siciliani è diventato sindaco di Cirò Marina. Una tornata in cui Vittorio Farao e tutti i componenti apicali della cosca, tra cui Spagnolo, Morrone, Castellano e Sestito, si impegnarono a far sì che l’elettorato lo votasse. Il voto era mediato dalla figura di Giuseppe Berardi, consigliere di maggioranza nella precedente giunta Parrilla. “Vittorio Farao e gli altri intimarono di spostarsi con Roberto Siciliani nella tornata elettorale di cui vi sto dicendo. In tal modo tutti i componenti delle famiglie accoscate votarono e fecero in modo che si votasse Giuseppe Berardi e per tale via Giuseppe Siciliani”. Un sostegno elettorale che presupponeva una sorta di baratto, una sorte di garanzia per ottenere i favori del clan, tant’è che la famiglia Siciliani e quindi Roberto e i suoi fratelli nel corso del tempo favorirono il clan Farao. “Dopo che a mio padre confiscarono la casa a Cirò Superiore- racconta il pentito alla Dda- ricordo che don Peppe Siciliani venne personalmente a casa nostra e ci consegnò le chiavi di un’abitazione a Cirò Superiore, Peppe Siciliani fece in modo di regale una casa anche a mio cugino Silvio sempre a Cirò Superiore. Nel 2003- 2004 invece i Siciliani ci donarono una casa a Cirò Marina sita vicina al comune”.

Politici e amministratori al servizio del clan. Il collaboratore di giustizia delinea la figura di Giuseppe Berardi, definendolo un politico che da sempre risponde alle esigenze della cosca, per qualunque necessità in Comune i membri della cosca si rivolgevano a lui. Ma ci sono anche altri politici e comunque amministratori locali che da sempre rispondono ai desiderata dei componenti apicali della cosca come Giancarlo Fuscaldo, considerato punto di riferimento “nel senso che finchè era in carica come presidente del Consiglio comunale si occupava di risolvere ogni autorizzazione- licenza che potevano servire alle attività economiche gestite dai componenti della consorteria. Del resto il fratello di Fuscaldo è funzionario dell’Ufficio tecnico del Comune di Cirò Marina, ragion per cui era facile per Giancarlo ottemperare alle richieste dei componenti della consorteria”. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia alla Dda di Catanzaro confermano quanto già emerso nel corso delle indagini: “ So anche che l’attuale sindaco Parrilla è stato eletto grazie al sostegno dei componenti della cosca nell’ultima tornata elettorale. Fu sempre Vittorio Farao a dirmi e a dire che avremmo dovuto votare Parrilla, sempre perché Giuseppe Berardi si era candidato con lui. Del resto Giuseppe Berardi è assessore comunale e credo addirittura vice sindaco. Quando invece era con Siciliani era assessore ai Lavori pubblici e all’Ambiente”. Senza mezzi termini il neo pentito ha riferito, come risulta dai verbali, che tutti i sindaci di Cirò Marina hanno potuto godere dell’appoggio elettorale della cosca Farao “perché espressamente richiesto e perché del resto sarebbe stato impossibile svolgere le funzioni amministrative senza l’accordo di Vito Castellano, Salvatore Morrone, Giuseppe Spagnolo, Martino Cariati, Vittorio Farao, Giuseppe Sestito e degli altri accoscati”.

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