Ferito con quattro colpi di pistola a Tropea, fatta luce sul movente: dissidi personali (NOMI)
Esclusa la pista della criminalità: l'agguato all'imprenditore figlio di vecchi dissidi personali. L'autore si consegna, ma resta il nodo della premeditazione
Dietro i quattro colpi di pistola che hanno squarciato il pomeriggio di via Libertà non ci sono le dinamiche oscure dei clan, ma il precipizio di un contrasto privato, forse alimentato da tempo. Le indagini sulla sparatoria che ha visto il ferimento del 38enne Dario Giuliano, noto imprenditore turistico di Ricadi, puntano dritte alla sfera personale: una lite finita nel sangue che ha trasformato il salotto buono della "Perla del Tirreno" in un poligono a cielo aperto.
Gli inquirenti della Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, hanno le idee chiare: la criminalità organizzata non c'entra. Il movente è da ricercare in dissidi di natura strettamente privata, riconducibili a questioni sentimentali o lavorative tra la vittima e l'aggressore. Il focus degli investigatori è ora tutto sulla natura di questo contrasto: si è trattato di un raptus improvviso o dell'epilogo di una tensione che covava sotto la cenere?
La svolta è arrivata nella serata di ieri, quando il presunto autore del ferimento, il 28enne Graziano Chiarella, si è presentato spontaneamente ai Carabinieri insieme al suo legale. La sua deposizione servirà a chiarire i contorni di un diverbio degenerato in pochi istanti. Resta però un interrogativo pesante sulla qualificazione del reato: se emergesse che Chiarella è arrivato all'appuntamento già armato, il reato di tentato omicidio verrebbe aggravato dalla premeditazione, trasformando la "lite" in un vero e proprio agguato pianificato.
Mentre si attende che l'autorità giudiziaria formalizzi i primi provvedimenti, arrivano notizie rassicuranti dall'ospedale "Jazzolino". Giuliano, colpito alle gambe da almeno due proiettili, è stato stabilizzato e non è in pericolo di vita. Sebbene le ferite siano serie, l'imprenditore potrà presto fornire la propria versione dei fatti per chiudere definitivamente il cerchio intorno a quel movente "personale" che per un pomeriggio ha fatto ripiombare Tropea nel terrore.
Oltre alle parole di Chiarella, saranno determinanti le immagini della videosorveglianza urbana e le testimonianze dei tanti presenti in via Libertà. Gli inquirenti hanno già individuato tutti i soggetti che hanno assistito alla scena: i loro racconti saranno la chiave per capire se quegli spari siano stati l'esito di un impulso violento o il capitolo finale di una vendetta meditata.
