Processi aggiustati a Catanzaro, Santoro continua a collaborare. Nuovo interrogatorio
Continua a collaborare con la Dda di Salerno, Emilio Santoro, detto Mario, coinvolto nell’inchiesta Genesi su un giro di corruzione in Corte di appello a Catanzaro con la complicità di giudici, avvocati e professionisti. Il 29 maggio scorso l’indagato ha chiesto di essere ascoltato dalla Procura distrettuale campana in un interrogatorio durato circa un’ora riferendo che Vincenzo Arcuri versò ulteriori somme di denaro “per aggiustare” il processo di appello relativo alla vicenda della resistenza a pubblico ufficiale.
Santoro racconta di aver consegnato 600, 700 euro in ascensore ad Enzo Arcuri, denaro che però non gli fu mai restituito. Ribadisce che l’ex presidente della Corte di appello di Catanzaro Marco Petrini, il principale indagato nell’inchiesta salernitana, in cambio della sua intercessione per aggiustare i processi, riceveva oltre ai soldi, anche derrate alimentari, come pesce e bottiglie di vino, ma anche maglioni e orologi. “Mi risulta -aggiunge- che Falzetta e Arcuri si recavano spesso a Catanzaro per portare a Petrini regali quali casse di pesce e bottiglie di vino e altre regalie”.
Nel verbale dell’interrogatorio in parte omissato emerge un particolare inedito sull’attuale moglie di Petrini, Stefania Gambardella, indagata per induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci in concorso. Santoro, infatti, in merito alle modalità di impiego del denaro, prezzo di atti corruttivi, riferisce ai magistrati che Gambardella tratteneva per sé molti soldi, per il timore che Petrini li consegnasse ai figli nati dal precedente matrimonio. (g. p.)
