Tragedia asilo di Tropea: medici di Catanzaro scagionati, l'inchiesta passa a Vibo
La Procura della Repubblica deposita i primi dati sui reperti macroscopici autoptici. Un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico al centro degli accertamenti. Prosegue l'indagine per fare luce sulle contagiose infezioni
Sulla base dei reperti macroscopici autoptici e dei primi risultati microbiologici, il decesso del piccolo Alessio Pio Coppolino — il bimbo di 15 mesi originario di Zungri e deceduto tragicamente lo scorso 22 luglio all'ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro — sarebbe da ricondurre a un grave processo infettivo-infiammatorio sistemico, a carattere settico, con interessamento multiorgano.
È quanto emerge in modo nitido dai documenti ufficiali trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Il quadro clinico fatale che ha strappato il piccolo all'affetto dei suoi cari ha colpito in particolare l'apparato pleuro-polmonare, pericardico-cardiaco e meningo-encefalico. Un'infezione devastante, generata da un quadro microbico — o più precisamente polimicrobico — la cui esatta natura e matrice restano al momento in fase di approfondita valutazione da parte dei periti medico-legali.
Il calvario del piccolo Alessio Pio era iniziato nei giorni precedenti, quando il bambino aveva manifestato una sintomatologia di tipo gastrointestinale mentre frequentava l'asilo nido privato Family Baby School di Tropea, una struttura che accoglieva un centinaio di bambini tra nido, sezione primavera e infanzia. Ricoverato dapprima nella struttura sanitaria di Vibo Valentia il 17 luglio, il quadro clinico del bimbo era rapidamente precipitato, rendendo indispensabile il trasferimento d'urgenza, avvenuto nella mattinata del giorno precedente al decesso, presso il nosocomio di Catanzaro.
Nonostante gli sforzi disperati del personale medico, per il piccolo non c'è stato nulla da fare: il quadro di setticemia fulminante si è rivelato insormontabile.
La causa preliminare del decesso è un processo infettivo-infiammatorio sistemico a carattere settico con coinvolgimento multiorgano (pleuro-polmonare, pericardico e meningo-encefalico).
Il quadro microbiologico parla di infezione polimicrobica in corso di precisa identificazione tramite i campioni autoptici.
Il procedimento, inizialmente iscritto presso la Procura di Catanzaro, è stato trasmesso per le opportune valutazioni alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Dagli atti preliminari risultano espressamente esclusi elementi di criticità nella gestione sanitaria presso l'Ospedale "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro.
Il procedimento giudiziario, inizialmente avviato presso la Procura di Catanzaro, è stato successivamente trasmesso per le opportune valutazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, competente per territorio. Un aspetto fondamentale chiarito dagli atti ufficiali riguarda la condotta della struttura ospedaliera di Catanzaro: nel documento si evidenzia infatti che sono stati "esclusi elementi di criticità nella gestione sanitaria presso l'Ospedale 'Pugliese Ciaccio' di Catanzaro", confermando la correttezza dei protocolli d'emergenza messi in atto dai sanitari per tentare di salvare la vita al piccolo.
"Il procedimento, iscritto presso questo Ufficio, è stato trasmesso per le opportune valutazioni alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, essendo stati esclusi elementi di criticità nella gestione sanitaria presso l'Ospedale 'Pugliese Ciaccio' di Catanzaro."
— Nota ufficiale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Ora la palla passa alla magistratura di Vibo Valentia, che attraverso i definitivi risultati degli esami microbiologici e dei reperti autoptici cercherà di ricostruire ogni singola responsabilità e l'origine certa del contagio.
