Il delegato alle materie sanitarie incaricherà l'Avvocatura regionale di far luce sulla convenzione stipulata dalla struttura commissariale con Agenas

Dalle parole si passa immediatamente alle vie legali e l'infinito braccio di ferro tra la Regione e la struttura commissariale, incaricata dal governo di gestire la sanità in Calabria, si arricchisce di un nuovo capitolo. Questa volta a puntare il dito contro il duo commissariale è il delegato alle materie sanitarie, Franco Pacenza, il quale solleva il caso di una convenzione sottoscritta dal commissario, Massimo Scura, e dal subcommissario, Andrea Urbani, con l'Agenas del costo di 250mila euro annui per attività di supporto alla struttura commissariale. Il delegato del governatore annuncia quindi la prossima "attivazione" dell'avvocatura regionale per predisporre al più presto la revoca della convenzione, investendo del caso anche la stessa Agenas, il Ministero della Salute e dell'Economia.

L'accusa. In particolare, Pacenza afferma che "il Commissariato non può assumere obblighi finanziari e scaricarli sulla Regione. Il Decreto e la stessa ipotesi di convenzione indicano, tra l’altro, obiettivi ed attività già assunti con precedenti decreti e che riguardano: la riorganizzazione della rete ospedaliera; ulteriori reti cliniche; la revisione della rete territoriale; la revisione della rete laboratoristica; il completamento dei manuali di accreditamento; il supporto giuridico. Nei mesi scorsi Scura e Urbani, - ha aggiunto Pacenza - anche con apposita relazione trasmessa al Ministero della Salute, avevano rivendicato il raggiungimento di tali obiettivi. Oggi, quegli stessi obiettivi, diventano oggetto di una convenzione onerosa a carico dei calabresi. Sorprende, inoltre, la superficialità della stessa Agenas, oggi priva di guida politica, che pensa di stipulare una convenzione onerosa a carico della Regione senza che la stessa ne sia preventivamente messa a conoscenza". (lu.co.)