Processo "Gringia", Figliuzzi passa ai domiciliari. Accolto il ricorso dei suoi legali
In Appello era stato condannato a 14 anni di carcere per il tentato omicidio di Francesco Calafati avvenuto nell'ambito della faida tra i Patania di Stefanaconi e i Piscopisani
La Corte d'Assise d'appello di Catanzaro ha concesso gli arresti domiciliari a Nicola Figliuzzi, 26 anni, di Pizzoni, coinvolto nell'operazione “Gringia” che ha svelato i retroscena della cruenta faida tra i Patania di Stefanaconi e i Piscopisani che, a cavallo tra il 2011 ed il 2012, ha insanguinato il Vibonese.

Ai domiciliari. Accolta l'istanza dei legali di Figliuzzi, l'avvocato Antonio Barillaro e l'avvocato Giuseppe Di Renzo. Il 26enne ha già lasciato il carcere. La sua detenzione proseguirà a casa. Era stato condannato in appello a 14 anni per il tentato omicidio di Francesco Calafati, ma i suoi difensori avevano depositato un ricorso con il quale si rilevava un problema nella valutazione della prova dichiarativa dei collaboratori di giustizia e nella mancata riapertura dell'istruttoria dibattimentale. La Corte di Cassazione aveva quindi accolto il ricorso e annullato il verdetto di secondo grado rispendendo gli atti a Catanzaro per un nuovo giudizio che tenga conto dei vizi rilevati. Da qui la decisione della Corte d'Assise d'appello di concedere i domiciliari a Nicola Figliuzzi.
