"Conquista", rigettato l'appello della Dda: Domenico Bonavota resta libero
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro contro la decisione con cui i giudici del Riesame avevano annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere
Risponderà a piede libero Domenico Bonavota, esponente dell'omonima famiglia, nel processo denominato "Conquista". La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro contro la decisione con cui i giudici del Riesame avevano annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Attualmente Domenico Bonavota è imputato dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Talitha Kum” per una serie di estorsioni e danneggiamenti aggravati dal metodo mafioso commessi ai danni della cooperativa “Talitha Kum”. Il 38enne di Sant’Onofrio è uno dei principali imputati dell'inchiesta, denominata “Conquista”, condotta dai carabinieri di Vibo Valentia e relativa agli omicidi di Domenico Di Leo, detto “Micu i Catalanu”, e Raffaele Cracolici, alias “Lele Palermo”, assassinati nel 2004.
