Clan di ‘Ndrangheta: trent’anni di sangue, cocaina, appalti e potere criminale (NOMI)
Dalla faida con 50 morti ai traffici di droga e alle infiltrazioni negli appalti

Dalle sanguinose faide degli anni Ottanta fino ai traffici internazionali di droga e alle infiltrazioni negli appalti pubblici: è il percorso criminale della cosca Palamara, nota anche come Palamara-Staiti, radicata ad Africo, nella Locride, e storicamente alleata con i clan Morabito e Bruzzaniti.
Il gruppo è stato tra i protagonisti della faida di Motticella, esplosa tra il 1985 e il 1990 tra Africo e Bruzzano Zeffirio, che provocò circa 50 morti. Il conflitto, nato da contrasti legati a un sequestro di persona, segnò uno spartiacque negli equilibri criminali dell’area e si concluse anche grazie all’intervento di vertici della ‘ndrangheta.
Negli anni successivi la cosca ha ampliato i propri interessi, puntando sul narcotraffico internazionale e sull’infiltrazione nel tessuto economico. Indagini e operazioni delle forze dell’ordine hanno documentato, a partire dagli anni Duemila, traffici di cocaina dal Sud America con ramificazioni fino al Nord Italia e all’estero, oltre al coinvolgimento in appalti per infrastrutture e opere pubbliche.
Ulteriori sviluppi investigativi negli anni 2010 hanno confermato la presenza del clan in circuiti criminali europei e la capacità di operare attraverso una rete articolata tra imprenditoria, politica e affari illeciti. Pur mantenendo una forte base territoriale nella Locride, la cosca ha dimostrato nel tempo una crescente proiezione oltre i confini regionali, consolidando un ruolo rilevante negli equilibri della criminalità organizzata calabrese.
