Vibo, volano gli stracci nell'Udc. Greco: "Console si è tirato da mesi fuori dal partito"
"Ero stato informato, in modo superficiale, delle esternazioni dell'assessore Consoli, ma conoscendone l'attaccamento alla postazione, avevo ritenuto di non alimentare una polemica, ritenendole frutto della sensazione che la postazione acquisita potesse in qualche modo scricchiolare". Esordisce così in una lunga nota stampa, il commissario cittadino dell'Udc a Vibo Valentia Bruno Greco.
Le offese. "Leggendone i contenuti - prosegue Greco - ho avuto modo di notare una serie di affermazioni che, se non fossero stupide, avrebbero sicuramente il senso dell'offesa. L'assessore Consoli, ritenendo di rafforzare un'argomentazione che non ha senso nè significato sul piano politico, usa termini quale "millantatori" , volendo far credere, probabilmente di essere vittima di un complotto orchestrato da qualcuno che si attribuisce qualità o titoli non propri. Essendo il sottoscritto l'unico che si è occupato di vicende comunali, ritengo che il termine sia a me riferito. Bisogna allora che si faccia un po' di chiarezza: il sottoscritto è presentatore e firmatario della lista "Alleanza per Vibo" e, insieme all'amico Carmelo Genovese, unico "giuridicamente - caro avvocato Console - titolato a parlare a nome della lista stessa. Ma nè io nè l'amico Carmelo Genovese, pur avendone titolo, abbiamo mai interloquito con nessuno su problematiche riferite alla lista. E allora, probabilmente, il "millantatore" dovrebbe essere riferito non alla lista ma al partito"
L'affondo. "Come l'avv. Consoli sa - prosegue la nota - il sottoscritto ricopre il ruolo di Commissario dell'Udc a Vibo e quindi è l'unico titolato giuridicamente, vero avvocato ? - infierisce Greco - a rappresentare il partito anche se tutte le mie espressioni e decisioni sono state da sempre concordate con i vertici della compagine.
Il nodo della seggiola. "Ma andiamo al cuore del problema: l'assessore Console fa parte o meno dell'Udc? Per chiarire questo dilemma bisogna fare un passo indietro. Il giorno stesso che il partito fu colpito da una conferenza stampa convocata dai due nostri consiglieri comunali fu mia premura, in sintonia con i vertici locali e provinciali dell'Udc, convocare una riunione a casa dell'on. Bruni, presenti tutti i candidati di Alleanza per Vibo al nostro gruppo riferibili e tutti gli attivisti del partito stesso. In quell'occasione cercammo di capire a cosa fosse riferibile la decisione dei nostri consiglieri e come muoverci da partito in relazione a quanto avvenuto, pur sapendo da tempo dei conflitti continui in seno al Consiglio comunale tra l'assessore e quelli che avrebbero dovuto essere i suoi consiglieri di riferimento. Il nostro assessore, dopo aver ascoltato tutti presa la parole e disse: "Io non vi devo dire niente, adesso vi lascio perchè devo andare a vedere se riesco a trovare un gruppo che possa sostenermi e garantire la mia posizione". Se le parole hanno un senso, e per me lo hanno, quella fu la dichiarazione della fine della sua esperienza. Una dichiarazione che chiariva come il suo impegno sarebbe stato indirizzato verso chi avrebbe potuto garantirgli postazioni che noi, in virtù dell'abbandono dei nostri consiglieri, non potevamo più dare. Prendemmo atto stupiti di quella posizione ma decidemmo, senza considerarla una tragedia, che sicuramente il nostro impegno politico, come partito, non sarebbe finito lì".
Gli ultimi mesi. "Da allora - sottolinea il commissario Udc - istituzionalmente non ho avuto modo di incontrare o sentire l'assessore Console nè ho avuto notizie di un possibile contatto con altri esponenti del mio partito. Per me, per noi, l'assessore al Commercio aveva lasciato l'Udc. Nel tempo certificammo notizie da più parti provenienti di presunti contatti e adesioni sottotraccia con altri partiti e, per far uscire allo scoperto tutto il sommerso, decidemmo come forza politica di fare un comunicato stampa a mia firma in cui si diceva che il tesseramento era annullato e che anche all'interno dell'amministrazione comunale nessuno poteva parlare a nome dell'Udc in quanto lo stesso non aveva suoi rappresentanti istituzionali".
Il silenzio. "In quell'occasione, il prode assessore non ritenne di fare comunicati di adesioni che, comunque aveva rinnegato pubblicamente, lo fa oggi poichè sente ancor più il pericolo che la poltrona possa saltare. Ma convinti che la politica per ritrovare un minimo di serietà perduta nel tempo deve certificare con i comportamenti regole certe, logiche e lineari, non possiamo permettere spazi a chi ritiene i partiti una sorta di ascensore da cui poter entrare ed uscire al piano desiderato a seconda delle esigenze personali".
La riunione odierna. "La decisione assunta all'unanimità da tutti i gruppi presenti alla riunione indetta dal sindaco Elio Costa di garantire una presenza in giunta a tutti i gruppi di maggioranza originari, se attuata, non lascia scampo alla voglia di "postazione" e , stanti così le cose, probabilmente ci saranno altri sondaggi alla ricerca di garanzie e protezione. Credo che già il nuovo gruppo nato in Consiglio comunali si sia posto nelle condizioni dell'accoglienza. Per concludere oggi stesso convocherò una riunione dei componenti di partito per l'assunzione di una definita decisione. A questa riunione l'avv. Consoli non parteciperà perchè non invitato, poichè, è giusto ribadirlo, il suo collocamento è da tempo su altre posizione"
