Assassinato a colpi di fucile dopo cena, condanna anche in Cassazione per due fratelli
Un debito non onorato per la fornitura di prodotti agricoli. Per questa ragione, Angelo Ronzello, commerciante di Monasterace, la sera del 1° aprile del 2010, era stato attinto da numerosi pallettoni esplosi da un fucile, che ne avevano causato la morte immediata, non appena uscito dall’abitazione della sorella degli imputati, ove aveva consumato la cena.
I due fratelli, ritenuti esecutori materiali del delitto e attualmente detenuti per questa causa, erano stati condannati in primo grado, dal Gup di Locri, alla pena di 30 anni di reclusione, così sostituita quella dell’ergastolo in ragione della scelta del rito abbreviato. Tale pena, in seguito, era stata sensibilmente ridotta ad anni 17 e mesi 4 di reclusione dalla Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria, che aveva escluso l’aggravante della premeditazione. In data odierna, la Corte di Cassazione ha operato una ulteriore riduzione di pena, dichiarando l’intervenuta prescrizione per le armi, e fissandola in 16 anni di reclusione, con conferma quanto al giudizio di responsabilità. Gli imputati soso stati difesi dagli Avvocati Francesco Lojacono e Alfredo Arcorace, mentre le parti civili, dall’avvocato Sandro Furfaro.
