Dalle stigmate di Carmine Mancuso alla guarigione dalla Sla di Cristian Filice, passando per la statua della Madonna di Medjugorie che lacrima sangue

di PIER PAOLO CAMBARERI 

Un sogno di primavera. È il mese di aprile del 2012 e una notte, Carmine Mancuso, benzinaio di Piane Crati, sogna un bagliore diffuso. Si sveglia. E avverte un dolore forte nel petto. La mattina, insieme ai familiari, la sorprendente scoperta: sotto il cuore, e dalla parte del costato, ha tre ferite. Che producono dolore. E sanguinamento. E che non sono spiegabili.

Nasce così la storia – discreta – del pensionato residente nel piccolo centro alle porte di Cosenza. L’uomo, prima un miscredente, informa dell’accaduto il parroco, Antonello De Luca, che si attiva con la Diocesi. L’ex arcivescovo Salvatore Nunnari chiede riserbo. E instituisce una Commissione di inchiesta per indagare il fenomeno. Non passerà molto tempo prima che la Chiesa locale inizi a guardare con sempre maggiore interesse a un fenomeno “irrituale”, e che induce a ritenere che un nuovo caso simile a quello della vibonese Natuzza Evolo stia formandosi giorno dopo giorno anche in provincia di Cosenza.


Mancuso CarmineE' nel gennaio dell’anno successivo, però, che la vicenda diventa di dominio pubblico: durante la messa, Carmine Mancuso inizia a sudare sangue e ad andare in estasi. I concittadini restano basiti di fronte a quel fenomeno che, da allora in avanti, rappresenterà il primo segnale di una serie di fatti che ancora oggi molti ritengono inspiegabili. Nel tentativo di evitare situazioni incontrollate di credulità popolare, la Diocesi pone un freno. E impone discrezione con un comunicato stampa. Eccolo: “Il signor Carmine Mancuso presenta tre ferite sul petto a forma di Croce da più di un anno; le stesse, da circa due mesi, durante la messa domenicale, sanguinano al momento della Consacrazione. L’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari, ha voluto incontrare di persona il signor Carmine Mancuso ed ha tempestivamente designato una Commissione diocesana di studio che si è avvalsa di autorevoli competenze mediche, psicologiche e teologiche. Tale Commissione, che ha presentato all’Arcivescovo le sue conclusioni, sottolinea che ci si trova di fronte ad una persona semplice, sana ed equilibrata. Va aggiunto che il signor Carmine Mancuso è persona che gode della stima e dell’affetto di quanti lo conoscono. Tutto ciò non vuol dire che l’esperienza del signor Carmine sia di natura soprannaturale. Solo con il tempo matureranno frutti dai quali si riconoscerà l’albero. La Chiesa raccomanda dunque prudenza ed invita ad evitare ogni atteggiamento di morbosa curiosità. Ricorda, inoltre, che le vie collaudate e maestre per una vita di fede sono i Sacramenti, l’Ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’esercizio generoso della Carità”. Da quel momento in poi, però, la vicenda non trova più grande eco. E la vicenda di Carmine Mancuso si eclissa. Salvo poi tornare a galla a causa di nuove manifestazioni soprannaturali: è il mese di aprile del 2014. E Mancuso manifesta nuove stimmate anche alle piante dei piedi. La Chiesa, tuttavia, non si pronuncerà più ufficialmente sulla vicenda. E il caso finirà nuovamente nell’oblio.

Eppure, a Piane Crati si susseguono i fenomeni che non trovano spiegazione neanche con i progressi della scienza: a giugno del 2013 un gruppo di giovani si era recato in pellegrinaggio a Medjugorie, portando in paese una statua della Madonna che verrà collocata all’interno di una villetta pubblica. Un anno dopo, da quella statua cominceranno a sgorgare lacrime di sangue. E inizierà il pellegrinaggio a Piane Crati. Anche in questo caso la Chiesa inviterà i fedeli alla prudenza e tuttora sul caso si cerca di mantenere prudenza e riservatezza.

Filice CristianLo stesso non accadrà invece per la storia singolare di Cristian Filice, di 38 anni: l’uomo, affetto da Sla tornerà a stare in piedi e ad abbandonare la sedia a rotelle proprio dopo un viaggio a Medjugorie. La sua vicenda, a differenza delle altre, troverà vasta eco perché già riconosciuta dalla scienza stessa, oltre che dalla Chiesa: i referti medici non gli davano più speranze. Da ciò la decisione di partire verso la cittadina della Bosnia Erzegovina e l’incontro con una delle veggenti che gli dirà: “So tutto, non vi preoccupate: voi state bene”. Una frase che preannuncia il successivo, immediato miracolo. Racconterà infatti Cristian: “Ho sentito una cascata dentro di me, come una liberazione”. Dopo quel giorno, i primi passi. E la testimonianza di don Antonello De Luca - parroco di Piane Crati che conosceva bene Cristian e la sua vicenda personale - a dare piena credibilità a una storia che unisce cielo e terra.