Non è più solo una questione di statistiche, ma una vera e propria "tempesta perfetta" che rischia di cristallizzarsi in modo irreversibile. Per fronteggiare la crisi di nascite e l’inarrestabile fuga dei cervelli, è stato ufficialmente costituito a Vibo Valentia l’Osservatorio Regionale Demografico (ORD).

L’organismo nasce dalla sinergia tra figure di spicco dell'associazionismo e della cultura locale: l'avvocato Daniela Primerano (Città Attiva), il giornalista e poeta Michele Petullà, la professoressa Anna Murmura (Fondazione Murmura e Archeoclub), la professoressa Marcella Mellea e lo studioso di statistica demografica Giovanni Durante.

I dati analizzati dall’Osservatorio delineano un quadro drammatico. Tra il 1995 e il 2023, la popolazione calabrese è scesa da oltre 2 milioni a circa 1,85 milioni di residenti, segnando un crollo del 10,3%. Un dato in netta controtendenza rispetto al Centro-Nord (+8,1%) e peggiore della media del Mezzogiorno (-3,8%). La Calabria detiene, subito dopo la Basilicata, il triste primato del tasso migratorio più elevato d’Italia (5,2 per mille). A pesare è anche la fragilità del tessuto urbano: su 404 comuni calabresi, ben 270 contano meno di 3.000 abitanti, rendendo la governance del territorio estremamente complessa. "Abbiamo poco più di un decennio per stabilizzare la situazione prima che il trend diventi strutturale e immodificabile", avvertono i promotori.

Il focus sul Vibonese rivela ferite profonde. Dal 1951 a oggi, 17 comuni su 50 hanno perso tra la metà e i tre quarti della propria popolazione. L’erosione demografica, partita dalle Serre (-55,8%), ha contagiato l'Alto Mesima e l'Angitolano, arrivando a minacciare ora anche le aree costiere e il Poro.

Le conseguenze di questa dinamica sono sistemiche e toccano ogni aspetto della vita civile: calo drastico dei consumi e sofferenza del commercio locale, chiusura di classi scolastiche e necessità di ridisegnare il welfare per una popolazione sempre più anziana e progressiva scomparsa della forza lavoro attiva.

L’Osservatorio non vuole essere un semplice centro studi, ma un pungolo per la politica. Il piano d'azione prevede di fornire a Comuni e Regione mappe, scenari e dati per supportare progetti mirati a rimuovere le cause dell'emigrazione.

Le attività partiranno già dal prossimo mese con due iniziative chiave: un progetto per incentivare la permanenza universitaria in Calabria, valorizzando il sistema accademico regionale e un convegno che riunirà i 50 sindaci del Vibonese e i rappresentanti istituzionali nazionali per condividere i dati e avviare una progettualità comune.

L'appello dei fondatori è chiaro: l'Osservatorio è aperto al contributo di tutti i cittadini. La sfida per la sopravvivenza dei territori è appena iniziata.