Si chiude con il sigillo della Corte di Cassazione una delle vicende di cronaca più inquietanti avvenute nel vibonese negli ultimi anni. Sono diventate definitive le condanne a quattro anni e sei mesi di reclusione per la 42enne Annalisa Santaguida e il figlio ventenne Giulio Simonetta, residenti a Portosalvo. I giudici hanno confermato la responsabilità dei due per reati che compongono un quadro di rara violenza: sequestro di persona, rapina, lesioni e detenzione illegale di armi.
​La vicenda risale al novembre del 2023, quando un uomo di 36 anni di Mileto pensava di aver trovato un’intesa amichevole su una piattaforma di messaggistica. Quello che doveva essere un invito a trascorrere una serata insieme si è rivelato un abboccamento premeditato. Una volta varcata la soglia dell’abitazione della donna, per la vittima è iniziato un calvario durato ore.
​Secondo la ricostruzione processuale, l’uomo è stato immediatamente sorpreso alle spalle e stordito con un violento colpo di bastone alla nuca sferrato dal giovane Simonetta.
​Il cuore dell'inchiesta ha riguardato l'aggravante della crudeltà, contestata per le modalità con cui madre e figlio hanno agito. Il 36enne, incapace di reagire, è stato immobilizzato e legato a una sedia, seviziato con un’arma da taglio per costringerlo a cedere e ​derubato di circa 2.900 euro, prelevati forzatamente dopo aver estorto il codice PIN del bancomat.
​Solo dopo aver ottenuto il denaro, i due hanno deciso di rilasciarlo. La vittima è stata ritrovata dai Carabinieri mentre vagava in stato confusionale per strada, con ferite evidenti e un profondo trauma psicologico.
​Oltre ai due congiunti, la vicenda aveva già visto il coinvolgimento di un terzo complice, Giovanni Carnovale, la cui posizione si era chiusa precedentemente con un patteggiamento a 2 anni, 11 mesi e 10 giorni. Con la sentenza della Suprema Corte, per madre e figlio si aprono ora definitivamente le porte del carcere, mettendo fine a un iter processuale che ha confermato la brutalità di un piano criminale orchestrato tra le mura domestiche.