Coordinatore Pd a Vibo, Iannello: "Decisione non condivisa con la base"
Lascia più di qualche strascico polemico la scelta del nuovo coordinatore cittadino di Vibo del Partito democratico. Non lascia il partito, per il momento, ma lancia strali pesanti Antonio Iannello, che spezza gli equilibri e non lesina critiche a un partito "che non deve continuare a chiudersi a riccio, assumendo decisioni che vanno condivise con i dirigenti e la base dem".
Affondo pesante per un dirigente con un passato da assessore comunale e attivista democrat, come dire, non proprio l’ultimo degli arrivati. "Non ho nulla di personale contro il nuovo coordinatore – tuona Iannello – ma posso dire che quando mi hanno convocato la scelta era stata già effettuata. Ho fatto presente la necessità di aprire il dibattito nel coordinamento e all’interno del partito per condividere una decisione importante. Ma non c’è stato nulla da fare". Peraltro "l’obiettivo sarebbe stato – come riferitomi dal segretario provinciale – un congresso cittadino entro 40 giorni. Dunque, mi sono chiesto quale necessità e quale urgenza vi fossero di nominare un coordinatore pro tempore e che ruolo adesso dovrà avere questo coordinatore: un ruolo organizzativo oppure o anche politico?"
Quesiti ai quali Iannello non solo non ha ottenuto risposta, ma ha notato "una chiusura e una determinazione lontane anni luce da quella sinergia e da quella condivisione necessarie per fare passi in avanti e non ripetere le recenti brutte figure", difficili da evitare quando la classe dirigente "non si condivide con la base, calando decisioni dall’alto".
Nel mirino del dirigente, anche il gruppo consiliare e le scelte che hanno portato alla sconfitta mai analizzata alle ultime amministrative. "Non siamo riusciti a vincere e nemmeno a competere, nonostante il centrodestra venisse da una crisi profonda, da un fallimento sotto gli occhi di tutti”. D’altronde, per crescere “serve condivisione dei contenuti, anziché chiudersi a riccio e determinarsi indipendentemente da quello che viene suggerito dalla base”. E la situazione non è migliorata dopo le amministrative nemmeno in Aula: “Anzi, il gruppo perde pezzi e bisogna recuperare in fretta omogeneità, andando oltre i personalismi per non tradire il mandato di quegli elettori che pur in minoranza ci hanno votato".
