Sono 262 su 408 le amministrazioni comunali considerate dalla Regione morose, per non aver pagato il servizio dal 1981 al 2004

Decenni di servizio non pagato. Un periodo di tempo lunghissimo, che va dal 1981 al 2004, nell'arco del quale tanti Comuni della Calabria, secondo quanto sostiene la Regione, non avrebbero proceduto al pagamento dovuto per la somministrazione del servizio idropotabile. E sono 262 le amministrazioni considerate morose dalla Regione, che - da quel che emerge in un decreto emesso lo scorso dicembre per la ricognizione contabile aggiornata dei debiti maturati - avanza dai singoli Comuni oltre 300 milioni di euro.

I piani di rateizzazione. Lo scorso settembre la Regione ha tentato di andare incontro ai Comuni, deliberando in Giunta un piano di rateizzazione decennale che le amministrazioni avrebbero dovuto sottoscrivere per l'accettazione. E, ad onor del vero, qualcuno lo ha fatto. Pochi, pochissimi. In concomitanza, nello stesso periodo, la Regione ha inviato ai Comuni, e ad altri enti partecipati, una lettera di diffida, nella quale appunto si rendeva nota questa possibilità. Adesso, con questo nuovo atto, datato dicembre, che segue la diffida inviata precedentemente, la Regione bussa nuovamente alla porta d'ingresso delle case comunali dei morosi. Attraverso il decreto - il 16754/2015 -, l'amministrazione regionale pertanto chiede il pagamento delle varie quote, approvando l'elenco dei morosi allegato all'atto.

I morosi. Numerosissime le amministrazioni comunali inserite in elenco, con annesso importo dovuto alla Regione. Prima fra tutte la città sullo stretto: quasi 80 milioni di euro per Reggio Calabria. Tra i principali centri della regione, spunta anche Catanzaro con circa 22 milioni, seguita a ruota da Cosenza con 19 milioni. Ma non mancano centri più piccoli: Gioia Tauro arriva infatti a quota 11, Lamezia a 14, Locri 10, Arssa 4. Milioni, beninteso, dalla Regione a questo punto pretesi. (i.l.)