Putin malato? Voci, indizi e dubbi. "Si cura col sangue di renna"
"Sì, speriamo che muoia. E anche presto", dice la fonte a News Lines, magazine di uno dei 'Think Tank' (Istituti di studi) di Washington. Nessun nome. Ovvio. Va protetto dalle persecuzioni dello Fsb, come nella Russia postcomunista si chiama il famigerato Kgb. Si sa che è un oligarca, ex intimo di Vladimir Putin, uno dei duecento uomini più ricchi della Russia. Non abita più a Mosca. E alcune settimane fa, apparentemente a sua insaputa, è stato registrato mentre parlava con un businessman americano.
Il quale ha fatto avere il nastro al giornalista a condizione che non venisse pregiudicata la sua sicurezza. Molti, troppi ex amici e neo nemici del presidente russo sono morti misteriosamente. Prima e dopo l’infame invasione dell’Ucraina. Otto solo dallo scorso gennaio ad oggi. Due di questi avrebbero commesso suicidio dopo avere ucciso mogli e figli. Il condizionale è d’obbligo quando si ha a che fare con un regime che – come i Borgia – usa il veleno o altre sostanze tossiche contro i dissidenti. All’interno e all’esterno. O per intimidirli come pare sia avvenuto a Roman Abramovich, che in marzo tentò un’impossibile mediazione.
