È una storia di salite, cadute, traguardi importanti e crolli improvvisi. È una storia di fondazioni, fallimenti e rinascita. È semplicemente una storia italiana ed è quella della Viola Reggio Calabria, uno dei club storici della nostro basket che in passato ha lanciato verso la NBA fenomeni come Manu Ginobili e Carlos Delfino. Oggi parleremo proprio di questa avventura e dell'ennesimo tentativo di risalita del club calabrese.

Nel 1966 il giudice Peppino Viola rilevò l'AICS, la società di basket più importante della sua città, Reggio Calabria, rinominandola Cestistica Piero Viola in onore del fratello deceduto, grandissimo appassionato di pallacanestro. L'esordio ufficiale arrivò nella stagione 1965-66, anno in cui gli arancio-neri si piazzarono secondi in Serie C.

Gli anni '70 coincisero con la prima svolta nella storia della Viola. All'inizio del decennio venne inaugurato lo “Scatolone”, piccolo palazzetto da 500 posti che sostituì i campi all'aperto. Nella stagione 1974-75 la riforma federale dei campionati portò i calabresi in Serie B. Fu proprio in quel periodo che vennero messe le basi per le successive annate e per la storica promozione in A2 del 1983.

Di quello storico nucleo allenato da Gianfranco Benvenuti facevano parte future leggende del basket italiano come Massimo Bianchi e Giovanni Spataro e stranieri di alto livello come Kim Hughes e C.J. Kupec. Sostituito lo “Scatolone” con il più capiente “Botteghelle”, i calabresi sono pronti per la prima esperienza in A2. Il primo campionato è di adattamento e si conclude con un piazzamento a metà classifica. Il secondo sarà indimenticabile e vedrà la Viola dominare e guadagnarsi per la prima volta nella sua storia la Serie A1. Sarà un'esperienza, purtroppo, breve: dopo un solo anno gli arancio-neri retrocedono e dovranno attendere altri tre anni per tornare nella massima categoria.

Nel 1989 l'arrivo di Tonino Zorzi in panchina e dell'americano Dan Caldwell nel roster porteranno la squadra a livelli mai raggiunti. Riconquistata al primo colpo la serie A, la Viola, guidata dallo stesso Caldwell (sarà capocannoniere) chiude la successiva stagione 1989-1990 al settimo posto e si guadagna i primi playoff della sua storia. L'eliminazione ai quarti di finale contro la corazzata Varese non scalfirà la portata dell'impresa. Il 1991 è invece l'anno dell'inaugurazione del nuovo “PalaCalafiore”, palazzetto avveniristico per l'epoca (8500 posti a sedere, settimo in Italia per capienza). Il primo allenatore a sedere sulla panchina del nuovo impianto sarà Carlo Recalcati, leggenda del basket italiano sia sul parquet che come coach. Seguiranno cinque anni ricchi di soddisfazioni per il popolo calabrese.

Il 1991 è invece l'anno dell'inaugurazione del nuovo “PalaCalafiore”, palazzetto avveniristico per l'epoca (8500 posti a sedere, settimo in Italia per capienza). Il primo allenatore a sedere sulla panchina del nuovo impianto sarà Carlo Recalcati, leggenda del basket italiano sia sul parquet che come coach. Seguiranno cinque anni ricchi di soddisfazioni per il popolo calabrese. Smaltita la delusione per la retrocessione nella stagione 1990/1991, la Viola si riprenderà vincendo il successivo campionato di A2. Di quella squadra fanno parte Roberto Bullara, Hugo Sconochini, Dean Garrett e Michael Young. Saranno proprio loro, insieme a Donato Avenia e Sasha Volkov a portare, l'anno successivo, il miglior risultato nella storia del club: il sesto posto in A1. Persi i quarti di finale playoff contro la corazzata Benetton Treviso, la Viola si riconferma nel 1994/95 (eliminata ancora ai quarti da Pesaro). L'eliminazione coinciderà con la fine dell'era Recalcati e il ritorno in panchina di Zorzi.

Un ritorno che durerà una sola stagione. Nel 1996 la guida tecnica passa a Gaetano Gebbia che resterà in panchina per i successivi cinque anni. Nei primi due la Viola viene eliminata agli ottavi di finale playoff. Nel terzo retrocede in A2. Al quarto anno, però, le cose cambiano. I calabresi hanno in squadra campioni affermati come Brian Oliver e Brent Scott ma a rubare loro la scena c'è un giovane di bellissime speranze: il ventunenne Emanuel Ginobili.

La promozione in A1 è una passeggiata e l'anno successivo i calabresi, trascinati dalle invenzioni del futuro campione Nba dei San Antonio Spurs arrivano fino ai quarti di finale prima di essere eliminati dalla Virtus Bologna. L'anno successivo è l'ultimo con Gebbia in panchina. Le tredici sconfitte nelle prime sedici di campionato riporteranno Zorzi in panchina. Ginobili è partito in direzione Virtus Bologna ma il roster si è arricchito di Leandro Palladino e Carlos Delfino, ala argentina destinata a scrivere pagine importanti in Nba con le maglie dei Detroit Pistons e di quei Milwaukee Bucks che in questo 2019 sono tra le possibili vincitrici per Oddschecker del titolo Nba.

Raggiunta la salvezza anche nella stagione seguente con Zorzi in panchina e Delfino, Montecchia e Nicolas Mazzarino in campo, la Viola passa a Lino Lardo nel 2002-03. Il primo anno sarà ottimo e con gli innesti di Joey Beard, Davide Lamma e Alessandro Cittadini la squadra arriva ancora una volta ai quarti di finale per lo scudetto. Il secondo capitolo dell'era Lardo si chiuderà invece con il nono posto in campionato.

Seguiranno anni molto difficili che porteranno al fallimento della società del 2007. Anni in cui si alterneranno vari allenatori (ancora Zorzi, Walter De Raffaele, Alessandro Giuliani, Pasquale Iracà) con una squadra sempre a cavallo tra A1 e A2.

E qui inizia il capitolo “rinascita”. Dopo due anni di assenza dal basket italiano, la Viola Reggio Calabria riparte dalla B Dilettanti a seguito dell'acquisto del titolo sportivo del Basket Gragnano. In panchina c'è Massimo Bianchi ma la squadra non va oltre il primo turno dei playoff promozione.

Seguiranno altri cambi di proprietà e alcune stagioni nelle categorie minori fino al ritorno, datato 2014-2015 nella nuova Serie A2 unificata. La società è ora nelle mani di Giusva Branca e in panchina c'è Benedetto.

Raggiunta la salvezza al primo anno, la squadra inizia male la stagione 2015-2016 e Benedetto viene sostituito da Fabrizio Frates. Con Frates in panchina i calabresi mantengono la categoria. L'anno successivo altro ribaltone societario. Il nuovo presidente è Raffaele Monastero e il suo nuovo cda nomina coach Antonio Paternoster come guida tecnica.

I guai societari, però, non sono ancora finiti. Nel 2017-2018 la squadra retrocede in B a causa dei 34 punti di penalizzazione rimediati per irregolarità amministrative.

Nel 2018-2019 la Viola è in Serie B, dove chiude al quinto posto in regular season nel girone D e viene eliminata nei quarti dei playoff dalla Unibasket Amatori Pescara.