Parte oggi una nuova rubrica di Zoom24 dedicata agli uomini e alle donne che hanno lasciato il segno. In questa puntata l'intensa amicizia tra monsignor Domenico Tarcisio Cortese e il cardinale Clàudio Hummes, grande sostenitore della chiesa dei poveri di Papa Francesco

di VICENZO VARONE

La figura di monsignor Domenico Tarcisio Cortese a distanza di alcuni dalla sua morte è ancora viva e presente in tutto il Vibonese dove è stato per tutti, sacerdoti, giovani, uomini delle istituzioni e soprattutto della povera gente, una guida, un aiuto e un approdo sicuro. Ma la sua storia personale, come vi racconteremo più avanti, è anche legata al cardinale Clàudio Hummes, suo fraterno amico e oggi grande sostenitore della chiesa dei poveri di Papa Francesco.


La biografia. Domenico Tarcisio Cortese era nato a San Giovanni in Fiore nel 1931. Suo padre faceva la guardia giurata. Sua madre la casalinga. Il suo cammino sacerdotale ebbe inizio nel convento di San Francesco d’Assisi dove ne 1952 fece la professione solenne e dove fu poi ordinato presbitero il 23 maggio 1954. Successivamente si laureò a Roma in diritto canonico. Fece, quindi, rientro in Calabria, dove svolse le funzioni di padre provinciale dei minimi dal 1968 al 1977. Venne, quindi, nominato padre guardiano del convento di San Francesco in Cosenza.


La consacrazione. A Mileto il francescano giunse nel 1979, al posto di monsignor Vincenzo De Chiara. La sua consacrazione nella chiesa cattedrale risale all’otto settembre di quello stesso anno ad opera di monsignor Aurelio Sorrentino, originario di Zungri, che è stato arcivescovo metropolita della diocesi di Reggio Calabria. Tra Mileto e Cortese, che ha svolto anche il ruolo di vicepresidente della conferenza episcopale calabrese, fu subito amore a prima vista. Un sentimento forte mai venuto meno e durato oltre un quarto di secolo. Un lungo periodo caratterizzato dalla particolare attenzione da parte del presule per la crescita della chiesa miletese, per l’attività pastorale, per l’infanzia, per i disagiati e per la valorizzazione delle ricchezze culturali della diocesi.


Le opere. Al compianto vescovo si deve anche la nascita del Museo statale che custodisce oggi reperti di grande valore storico. Cortese fu anche particolarmente apprezzato per le sue doti di grande comunicatore e per le sue continue frecciate al mondo della politica e per le sue ripetute denunce, a voce alta, sulle tante disattenzioni verso la Calabria abbandonata al suo destino da una classe dirigente spesso solo preoccupata di curare il proprio orticello e il proprio casato.


Il vescovo e il cardinale. Una pagina importante della vita di Cortese è anche legata anche alla figura del cardinale Clàudio Hummes, già arcivescovo di San Paolo del Brasile e prefetto per il Clero della Curia romana. Un’amicizia nata a Roma sui banchi di scuola e mai venuta meno, tant’è che lo stesso Hummes è stato più volte a Mileto dove alcuni anni fa il consiglio comunale gli ha conferito la cittadinanza onoraria “per la sua attenzione al fenomeno delle migrazioni, esempio di grandi valori per i quali occorre impegnarsi per la costruzione di un futuro migliore per il mondo”. Da sottolineare che dopo la morte di Giovanni Paolo II il cardinale brasiliano venne per giorni indicato dai giornali di mezzo mondo come uno dei suoi possibili successori e che in quel periodo Cortese si recò a Roma per stargli vicino.


Il conclave. Ma sicuramente il ricordo più recente e più vivo del cardinale Hummes è legato al fatto che è stato uno dei grandi sostenitori di Papa Bergoglio che lo volle, poi, al suo fianco insieme al cardinale vicario Agostino Vallini nella prima uscita pubblica sulla Loggia delle Benedizioni. Nei giorni successivi Papa Francesco rivelò, inoltre, che durante il conclave ebbe accanto proprio il cardinale Hummes il quale “quando le cose incominciavano a diventare “pericolose” mi confortava e quando i voti sono arrivati a due terzi lui mi ha abbracciato dicendomi “Non dimenticare i poveri”. Da tutto ciò è scaturito il nome di “Francesco D’Assisi l’uomo della povertà, della pace, l’uomo che ama e custodisce il Creato”..


Oggi Bergoglio, il Papa “giunto dalla fine del mondo”, è alla guida della chiesa di Roma con il pensiero rivolto costantemente ai poveri di ogni latitudine; Hummes, che ha 81 anni, è il presidente emerito del Consiglio internazionale per la catechesi; Cortese riposa all’entrata della cattedrale della sua Mileto, dove venne tumulato subito dopo i funerali del 13 novembre 2011 presieduti dall’allora arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova Vittorio Mondello. Tre storie. Tre vite. Tre paesi: L’Argentina, il Brasile, l’Italia fino ad arrivare a Mileto, ovvero la chiesa universale che parla una sola lingua che è quella dell ‘accoglienza dei poveri e della bellezza della Fede.