Ci sono anche i boss vibonesi Pantaleone Mancuso, alias Scarpuni, e Rocco Anello tra le persone rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Catanzaro Claudio Paris nell'ambito dell'operazione "Via col vento" che ha svelato gli interessi dei clan della 'ndrangheta sui parchi eolici presenti nelle Serre calabresi e, in particolare, nel Crotonese e nel Catanzarese.

A processo. Oltre al presunto boss di Filadelfia Rocco Anello e a quello di Nicotera Marina Pantaleone Mancuso, saranno processati Riccardo Di Palma, Giuseppe Errico, Giovanni Trapasso, Mario Fuoco, Romeo Ielapi e Mario Scognamiglio. Fissato per il 26 giugno l'inizio del processo dinnanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro dove compariranno Anello, Ielapi, Scognamiglio e Fuoco; e per il 27 giugno quello al Tribunale collegiale di Crotone dove dovranno difendersi Di Palma, Errico, Mancuso e Trapasso. Per un altro imputato, Giovanni Giardino, è stato disposto il rito abbreviato fissato per il prossimo 19 luglio. A vario titolo, sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia, danneggiamento. Reati aggravati dalle finalità mafiose.

Operazione "Via col vento". Sarebbero stati i Mancuso di Limbadi e i Trapasso di Cutro, insieme agli Anello di Filadelfia, in cooperazione fra loro, a gestire il business dei parchi eolici catanzaresi e crotonesi oltre che i parchi eolici delle Serre calabresi. Questa, in estrema sintesi, l’ipotesi accusatoria della Dda di Catanzaro. Gli impianti su cui si sono focalizzate le attenzioni degli investigatori sono quelli di Piani di Lopa-Campi di Sant’Antonio, nella provincia di Reggio; il parco di Amaroni, nel Catanzarese; quello di San Biagio e di Cutro, nel Crotonese. Secondo l'accusa i parchi eolici Catanzaresi e Crotonesi ricadevano nella sfera di influenza di due famiglie, quella dei Mancuso di Limbadi e Trapasso di Cutro. Per gli insediamenti delle alte serre calabresi, gli “interlocutori” erano gli Anello di Filadelfia.