Critico Carlo Guccione: "Non credo che questa legge sia sufficiente. Pur di evitare il commissariamento, rischiamo di non migliorare il servizio"

Il Consiglio regionale della Calabria, riunitosi oggi a palazzo Campanella, ha approvato la legge per l'organizzazione del servizio idrico integrato, che istituisce l'Autorita' idrica della Calabria (Aic), rappresentativa dei Comuni calabresi, e il "Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse". La norma e' passata dopo una pausa dei lavori che ha seguito il dibattito. "Dotiamo la Calabria - ha detto il presidente della commissione consiliare Ambiente Domenico Bevacqua che ha relazionato sulla proposta - di una normativa organica e completa, grazie al lavoro sinergico tra esecutivo regionale, commissione e altri attori sociali. L'obiettivo e' garantire un consumo responsabile, controllato e virtuoso delle risorse idriche".


Voci critiche. Per il consigliere Carlo Guccione (Pd), "l'acqua per la Calabria doveva essere una risorsa e invece fino ad oggi e' stato un buco. Non credo che questa legge sia sufficiente. Pur di evitare il commissariamento, rischiamo di non migliorare il servizio". Wanda Ferro, consigliera del gruppo Misto, ha detto che la legge "e' generica e non e' chiara", evidenziando che " il presidente e il vicepresidente vengono direttamente individuati dalla Giunta Regionale, non e' quindi chiaro il meccanismo di individuazione del consiglio di amministrazione".

Il progetto. Per Romeo, capogruppo del Pd, e' un "progetto di legge importante che riguarda uno dei temi maggiormente sensibili per la regione. La legge - ha detto Romeo - apre una nuova pagina della storia della Calabria in merito alla gestione dell'acqua pubblica". L'assessore regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno prima dell'approvazione ha dichiarato: "Questa legge ha sicuramente un impatto significativo, alla pari di quanto avvenuto in passato con la legge urbanistica e il piano trasporti. Si completano quindi passaggi normativi non piu' rinviabili. Con la nuova legge - ha sottolineato - il singolo comune non avra' piu' competenza diretta sull'acqua, non gestira' strutture e tariffe. Si eviteranno situazioni problematiche legate allo squilibrio tra le entrate del Comune e i costi addebitati a quest'ultimo. L'Aic non pesera' sul bilancio regionale, ma sara' autosufficiente, finanziandosi con gli introiti associati alle tariffe per l'erogazione del servizio. Alla Regione rimangono le competenze di indirizzo politico e di controllo", ha concluso Musmanno.