Sanità: in Calabria “un bancomat per gli amici e compari dei palazzi romani"
Pronta un’interpellanza di Dalila Nesci dalla quale emergerebbe "l’illegittimità del commissariamento".
dalla REDAZIONE
"Tra due giorni illustrerò un'interpellanza sull'illegittimità del commissariamento, netta e innegabile. Vedremo se il governo riconoscerà il fatto o se vorrà ancora controllare la sanità calabrese, ridotta a bancomat per amici e compari dei palazzi romani". Lo dichiara la deputata del M5s Dalila Nesci, che spiega: "I burocrati dei ministeri dell'Economia e della Salute sono sotto la nostra osservazione. Il tavolo di verifica del rientro sanitario non può ignorare le segnalazioni che il Movimento 5 stelle ha trasmesso in vista della riunione del 26 novembre. Non esiteremo a utilizzare tutti gli strumenti di tutela consentiti, in caso di loro immobilismo”. Sollecitato un intervento immediato dei ministeri “sul finanziamento illegittimo della Regione Calabria al policlinico dell'Universita' di Catanzaro”. Una somma superiore a 30 milioni, che “l'ateneo deve restituire”.
Privati. “Abbiamo chiesto la revoca del decreto commissariale sui budget privati – ha aggiunto la Nesci - atteso che era stato dichiarato non assentibile proprio al tavolo ministeriale, con la conseguente, assurda e illecita erogazione ai beneficiari delle somme previste”.
Sistema di valutazione. Da “ritirare” pure il decreto con cui la struttura commissariale ha incaricato l'istituto Sant'Anna di Pisa in tema di valutazione dei sistemi sanitari. “Si tratta di un accordo che per la Regione prevede oneri aggiuntivi nascosti, peraltro senza la firma del dg del dipartimento regionale per la tutela della salute, Riccardo Fatarella. I burocrati del tavolo di verifica – ha concluso la deputata - hanno evidenti responsabilita' rispetto a un piano di rientro in cui cresce il disavanzo, senza alcun miglioramento dei servizi. Oltretutto, come per l'integrazione tra le aziende Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, vi sono inammissibili sconfinamenti della struttura commissariale nelle competenze proprie della Regione Calabria".
