Negli ultimi 15 anni sono stati almeno 186 i politici, tra nazionali e locali, finiti sotto inchiesta per presunti rapporti con la ‘ndrangheta, per reati che spaziano dal voto di scambio al concorso esterno in associazione mafiosa. La maggior parte dei casi riguarda la Calabria (124), ma anche altre regioni italiane, soprattutto al Nord, contano indagati: 26 in Lombardia, 9 in Liguria e diversi casi tra Emilia, Valle d’Aosta e Trentino.

A tracciare questo quadro è il numero in uscita venerdì 17 ottobre del mensile Millennium, nel volume dal titolo “’Ndrangheta e politica”, diretto da Peter Gomez. La rivista ricostruisce indagini e processi, da quelli attuali come i due procedimenti contro l’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli, condannato in primo grado per concorso esterno, a casi più lontani nel tempo come quello dell’ex consigliere provinciale socialista di Crotone, Rocco Agrippa, riconosciuto come uno dei “santisti”, vertice della gerarchia mafiosa.

Il reportage non si limita a elencare i nomi: Millennium fornisce anche gli esiti dei processi — condanne, assoluzioni, proscioglimenti e prescrizioni — evidenziando quando non emergono prove di favori concreti agli ‘ndranghetisti. L’obiettivo è misurare la portata del fenomeno, non stilare una lista di impresentabili.

Secondo Lucio Musolino, le indagini calabresi dimostrano un’inversione dei rapporti di forza: sono i politici a cercare i mafiosi per ottenere sostegno elettorale, non viceversa. Analisi simili emergono anche al Nord: in provincia di Como, per esempio, i politici locali coinvolti in indagini antimafia parlano apertamente della necessità di trattare con individui “di parola”, anche se criminali.

Il mensile affronta inoltre le criticità degli strumenti di contrasto extra-giudiziario, come lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose, che spesso non favorisce la rinascita politica ma genera sfiducia verso lo Stato. La sociologa Anna Sergi denuncia che i commissariamenti ripetuti, come a San Luca, impediscono la formazione di nuove realtà politiche, alimentando il malcontento.

Infine, storici ed esperti come Enzo Ciconte invitano a una gestione più mirata delle misure di contrasto, sottolineando come la legge sugli scioglimenti spesso colpisca indistintamente mafiosi e oppositori, lasciando intatte le burocrazie comunali e i legami con interessi criminali.

L’inchiesta di Millennium mette così in luce la pervasività dei rapporti tra politica e ‘ndrangheta, evidenziando come il fenomeno non sia solo calabrese ma nazionale, e come la società debba interrogarsi su strategie più efficaci per affrontarlo al di là dei tribunali.