Speronò e accoltellò la moglie in Calabria: condannato a 10 anni "marito violento"
Il Gup emette il verdetto sul tentato omicidio: la tragedia fu evitata solo grazie all'intervento di alcuni passanti
Si chiude con una pesante condanna il primo capitolo giudiziario relativo al brutale tentato omicidio che, lo scorso 29 agosto, ha sconvolto la comunità di Roccabernarda. Il Gup del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, ha inflitto una pena di 10 anni e 3 mesi di reclusione a un 73enne del luogo, accusato di aver cercato di uccidere la moglie da cui si stava separando.
La ricostruzione dei fatti avvenuta in aula ha confermato la spaventosa dinamica di quel giorno. L'uomo, non accettando la fine del rapporto (la coppia era in fase di separazione consensuale da circa un anno), aveva teso un vero e proprio agguato alla donna. Dopo averla speronata con l'auto per costringerla a fermarsi, l'aveva aggredita con un coltello, ferendola gravemente al collo e alla spalla.
Solo il coraggio di tre passanti, testimoni oculari dell'aggressione, ha evitato il peggio: il loro intervento provvidenziale ha infatti interrotto la furia dell'uomo, salvando la vita alla vittima.
L'imputato, per il quale era stato disposto il giudizio immediato, è stato condannato anche al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili. Oltre alla moglie, assistita dall'avvocato Chiara Penna, si erano costituiti come parti offese anche i figli della coppia, rappresentati dall'avvocato Giorgio Loccisano.
Dalle indagini è emerso un clima di tensione che durava da tempo. Appena poche settimane prima dell'agguato, il 5 agosto 2025, il 73enne era stato protagonista di un’altra violenta lite con il figlio di 35 anni, che lo aveva denunciato ai carabinieri per pesanti minacce. Segnali di un’escalation di violenza che è culminata nel sangue di fine agosto e che oggi trova una risposta decisa nelle aule di giustizia.
