Il coltello con cui ha ucciso Giulia Tramontano lo ha riposto in un ceppo, sopra al frigorifero, insieme ad altre lame da cucina. E’ quanto Alessandro Impagnatiello, il barman 30enne reo confesso dell’omicidio della compagna incinta di 7 mesi, ha detto - da quanto appreso - alla gip di Milano Angela Minerva nell’udienza di convalida del fermo.

Nell’interrogatorio con i carabinieri del nucleo investigativo e la pm Alessia Menegazzo di 48 ore prima invece aveva riferito di averlo lasciato sopra il forno. Saranno gli specialisti della Sis del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano ad analizzare tutti i coltelli presenti in casa domani nel sopralluogo nell’appartamento al primo piano di via Novella per capire quale sia stata l’arma del delitto.

Il legale rinuncia al mandato
«Ho rinunciato al mandato per motivi connessi al rapporto fiduciario e dunque coperti da segreto professionale, null'altro». Lo dice all’AGI l’avvocato Sebastiano Sartori interrogato sul perchè abbia lasciato l’incarico difensivo di Alessandro Impagnatiello, l’omicida reo confesso di Giulia Tramontano. Alla domanda se abbia subito delle minacce, risponde: «Ripeto: il motivo è connesso al rapporto fiduciario».