La Maria che redarguisce - nel fuori campo, a poca distanza dai microfoni e dalle allibite telecamere - il generale dei carabinieri in pensione come uno scolaretto svogliato e impreparato, assomma attraverso con quel tono deciso - destinato a imperversare sul web che non perdona - le mille disgrazie di questa nostra Calabria da sempre terra di conquista e nello stesso tempo di nessuno. Di conquista quando vi è da incassare il malloppo in termini di voti. Di nessuno quando vi è da provvedere ai suoi bisogni, come nel caso del piano Covid -19 - una cosa seria dalla quale dipende la nostra salute, oggi più che mai messa a dura prova dal virus infame ma anche dalle disattenzioni altrettanto infami di chi ha ridotto la nostra sanità in questo stato - sul quale il commissario, ormai con la valigia in mano, ha prima farfugliato e poi quasi perso la bussola del ragionamento, peggio di uno scolaretto, abituato per svogliatezza o per pigrizia a non fare i compitini.

Ed ecco a questo punto l’intervento di Maria che rimprovera il generale: “La devi finire, tu devi andare preparato quando vai in televisione”. Esatto: preparato. Ma non solo quando si va in televisione. La preparazione, specie quando si ricoprono importanti ruoli di responsabilità, deve essere una costante, ovvero la regola morale che deve accompagnare il percorso di chi si è assunto l’onere di esercitare una così alta funzione. Scusanti non ve ne possono essere. Altrimenti vi è sempre l’alternativa, per nulla da buttare, della pensione, che per certe categorie, è ben retribuita. Il riposo a volte non guasta. Fa bene allo spirito e al cuore.

Ma andiamo al sodo. La Calabria - diciamolo con franchezza - è stanca di subire ogni sorta di prevaricazione, di assedio e di trascuranza. Le colpe? Dei suoi eletti sicuramente, alcuni dei quali negli anni delle vacche grasse e anche nel periodo della carestia hanno fatto carne da macello, ma anche dei tanti salvatori della patria - con alle spalle onori, master di alto livello e medaglioni appesi alle pareti di casa - inviati sin qui dai palazzi romani di ogni tempo e di ogni colore per ristabilire, così è parso sempre di capire. l’ordine costituito e che poi spesso alla prova dei fatti al primo venticello con burrasca si dimostrano inadeguati in tutto e per tutto e costretti, quindi, giocoforza a farfugliare davanti alle telecamere e ai microfoni.

Telecamere e microfoni che, per fortuna, tutto vedono e tutto colgono, compresi i rimproveri di Maria, le debolezze e la cronica impreparazione dell’umano ed effimero potere.