Minacce del boss Mancuso alla Manzini, la preoccupazione di Morra: "Rischia la vita"
Da sempre in prima linea nella lotta alla 'ndrangheta, Marisa Manzini è uno dei magistrati più coraggiosi e apprezzati del panorama calabrese. Nelle ultime ore il suo nome è nuovamente finito al centro della cronaca per le nuove minacce che avrebbe ricevuto da Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni", ritenuto esponente di spicco dell'omonima cosca di Limbadi. Su quanto avvenuto nel carcere dove il boss è detenuto, è intervenuto anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra per la quale Marisa Manzini sta collaborando da qualche mese. "Marisa Manzini - ha dichiarato Morra - è un magistrato che lotta in prima linea contro la 'ndrangheta. Sottoposta a protezione proprio per il suo impegno che continua anche in Commissione Antimafia. Manzini, oggetto anche di vili attacchi politici, rischia la vita". Il presidente della Commissione antimafia si è quindi soffermato sulle minacce rivolte alla Manzini da Pantaleone Mancuso: "Sono preoccupato. Mi auguro che venga assicurata tutta la necessaria protezione ad un magistrato coraggioso. Anche il ministro Lamorgese in audizione ha ribadito l'assoluta pericolosità della 'ndrangheta che non dimentica i suoi nemici. Io sono al fianco della dottoressa Manzini".
La solidarietà di Wanda Ferro. Anche il segretario della Commissione parlamentare antimafia Wanda Ferro (FDI) esprime la propria vicinanza al magistrato Marisa Manzini, ancora oggetto di minacce da parte del boss della feroce cosca di Limbadi Pantaleone Mancuso: "Dopo il "fai silenzio ca parrasti assai" rivolto in udienza al pm da "Scarpuni", i colloqui con i familiari intercettati in carcere hanno evidenziato quanto siano forti il rancore e la sete di vendetta del boss nei confronti del procuratore che ha sostenuto l'accusa contro la cosca di Limbadi. Frasi che sono certa non intimidiranno il procuratore Manzini, che anzi dalle minacce di Mancuso ha trovato spunto per scrivere un libro che sta diffondendo soprattutto nelle scuole calabresi, nella consapevolezza che per contrastare la mafia è necessario combattere la paura che spinge al silenzio, ma anche l'indifferenza di chi pensa che certi fenomeni non tocchino la propria quotidianità, e la connivenza di chi pensa di ottenere dalle cosche delle scorciatoie per la realizzazione dei propri obiettivi. Io sono convinta che le minacce di Pantaleone Mancuso siano la prova di una disperata debolezza nei confronti di chi rappresenta lo Stato tenendo la schiena dritta. Chi fonda il proprio potere sulla paura e sull'omertà è disarmato di fronte alla determinazione di uomini e donne che non si piegano, e che sono anzi capaci di trasmettere alla società un messaggio di fiducia nella possibilità di battere il potere mafioso, attraverso la responsabilità, il coraggio di parlare e di denunciare, la fermezza nel sapere da quale parte stare nelle scelte di ogni giorno".
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